Il Tirreno

Grosseto

Il villaggio c’è ma non apre: «Cattedrale nel deserto»

di Alfredo Faetti

Il sindaco di Scarlino spiega la vicenda della struttura ricettiva di Belvedere srl «Pronta dal 2008, ma tutto fermo perché la società non presenta i documenti»

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SCARLINO

«Una cattedrale nel deserto». Così l’ha definita lo stesso sindaco Maurizio Bizzarri durante l’ultimo consiglio comunale.

L’oggetto in causa è il villaggio turistico di proprietà della Belvedere srl ed è stato messo nel centro del dibattito dalla lista civica La Rinascita di Scarlino con un’interpellanza.

«La struttura è in stato d’abbandono», ha fatto notare il consigliere Matteo Olivelli., chiedendo se l’amministrazione fosse a conoscenza di questa situazione.

Ma non solo. La civica infatti nel suo documento ha chiesto lumi su altri aspetti di questa vicenda: se sono stati incassati gli oneri di urbanizzazione dalla società, così come le tasse e le imposte che andavano riconosciuti al Comune. In più se fosse prevista la realizzazione di opere di urbanizzazione primarie, come strade, fognature o metanizzazione.

Insomma, La Rinascita vuole capire qual è il destino di quel villaggio turistico, costruito e poi abbandonato a se stesso. Soprattutto in chiave di tutela dei diritti e degli interessi della comunità scarlinese.

L’amministrazione, per bocca del sindaco Bizzarri, ha spiegato che i lotti in questione sono stati oggetto di convenzione con la società Folcenter, la prima ad avere la proprietà del villaggio, che ha provveduto al regolare pagamento dei 305 mila euro previsti per gli oneri di urbanizzazione (primaria e secondaria) e per i costi di costruzione.

Nel 2008, a lavori ultimati, viene depositata l’attestazione di agibilità, ma intanto dobbiamo registrare il passaggio di consegne tra la Folcenter e la Belvedere. Una tappa importante, perché nonostante i permessi il villaggio non ha mai iniziato la propria attività. Passa il tempo e la nuova società per di più fa richiesta di permesso a costruire per la realizzazione di una piscina e di una cabina Enel.

Queste pratiche sono tutt’oggi ferme negli uffici comunali, dato che la Belvedere non ha mai prodotto i documenti necessari. Bizzarri poi ha spiegato che la Folcenter, per attuare il piano di lottizzazione,era tenuta a realizzare le opere di urbanizzazione del comparto proprie della struttura, non avendo pertanto nessuno scomputo di oneri, così come era chiamata a realizzare la strada di accesso privata a servizio dei lotti in questione.

Una partita giocata nelle pratiche amministrative quindi, quando i lavori per costruire il villaggio erano conclusi.

«Sono rammaricato che la struttura, ad oggi risulti essere una cattedrale nel deserto», ha detto Bizzarri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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