Il Tirreno

Grosseto

Assediata dal ghiaccio l’Amiata è allo stremo

di Fiora Bonelli
Assediata dal ghiaccio l’Amiata è allo stremo

Cumuli di neve trasportata dal vento alti anche tre metri, strade chiuse Bellini: «Da soli non ce la facciamo». Bloccata anche la colonna di militari

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AMIATA

Una giornata terribile per la montagna, quella di sabato. L'Amiata chiede soccorso alla protezione civile provinciale, ai volontari ai privati con mezzi pesanti. E è partita anche, da Bolzano, una colonna di militari, con mezzi adeguati, che dovrebbe soccorrere Seggiano e Castell'Azzara in particolare. Semproniano e Cinigiano sono in ginocchio. Alla fine, però, anche loro sono rimasti bloccati e, ieri sera, ancora non erano arrivati.

Scuole chiuse anche domani con ordinanze dei sindaci, poi si vedrà. Di fronte ad una nevicata che per quasi 48 ore ha tormentato il monte Amiata e i suoi paesi, cessando solo nel pomeriggio, la montagna dichiara che da sola non ce la può fare. Tutti i sindaci hanno allertato le forze di volontari che si possono mettere a disposizione. Perché, dopo una nottata in cui sono scesi circa 40 cm e più di neve, adesso un manto bianco imprigiona l'Amiata e la mette in ginocchio avvolgendola in un gelido abbraccio lungo 2 giorni. Paesi completamente bloccati, sommersi della neve, centri storici inagibili, anelli viari dove a stento si riesce ad avanzare di qualche centimetro con grande fatica. Addirittura a Seggiano, un trattore con la pala non riusciva, ieri mattina, ad uscire dal garage per l'altezza e la durezza della neve. Le persone si sono trovate le porte e le finestre bloccate da un muro ghiacciato, mentre le strade, nonostante il lavoro degli operai comunali e dei volontari durato tutta la notte veniva vanificato da una precipitazione straordinaria che non si vedeva, con questa intensità e questa continuità, dal 1956.

Strade chiuse, alberghi isolati.Una coltre bianca che ha inondato ogni dove, a partire dalla vetta dove ha raggiunto i quasi 2 metri di altezza, con temperature fino a -10, per scendere ai paesi in cui raggiunge anche il metro, mentre la colonnina di mercurio si attesta sui -6. Senza considerare che negli angoli dei paesi in cui la neve è stata accumulata dal vento, l'altezza della copertura può raggiungere anche i due metri. La viabilità dai paesi verso la Vetta è rimasta interrotta da venerdì e nel pomeriggio di sabato gli spalaneve hanno cominciato a lavorare su una strada dove restavano intatti circa 70 cm, destinati, senza interventi, a gelare. Infatti a causa della tormenta, tutte le strade che portano in quota, presentavano, venerdì, una condizione di visibilità e percorribilità tale da non consentire ai mezzi spalaneve e alle turbine di intervenire. Il vento ha accumulato infatti veri e propri "muri" di neve ghiacciata difficili da aggredire che rendono queste strade intransitabili. Bloccati all'albergo Le Macinaie fin da venerdì dei clienti che sarebbero dovuti partire in serata e impossibilitati ad arrivare altri.

Seggiano. Il sindaco Rossi dice di essere stato avvertito, verso la mezzanotte di venerdì, che una colonna di militari era partita da Bolzano per portare aiuto al territorio reggiane. «Ma bisogna vedere se arrivano – afferma Rossi, e infatti sono rimasti bloccati... – le strade ricoperte da un metro e passa di neve sono bloccate . Isolate le frazioni di Poggioferro, Pescina, Altori, Trefonti. Tutti bloccati i centri storici. Abbiamo chiesto l'intervento anche di ditte private con trattori e spazzaneve. Avanziamo con molta lentezza. Da considerare, poi, la tenuta dei tetti, perché li vedo a grave rischio, soprattutto alcuni di case non restaurate. Se poi gelasse sarebbe un vero disastro. Stiamo lavorando con tutti i nostri mezzi, gli operai scavano nel centro storico, ma le forze sono insufficienti. Cerchiamo di aprire le porte agli anziani per permettere loro di uscire».

Semproniano. Neve su neve a Semproniano, messo a dura prova dalla precipitazione precedente. 1,30 a Cellena, e a Petricci, completamente isolati, così come Caese e altre borgate vicino a Semproniano. «Dobbiamo liberare anche la strada provinciale – dice il sindaco Gianni Bellini – e siamo ormai allo stremo. Non abbiamo né il supporto della protezione civile né dei Vigili che sono stati chiamati altrove, forse a Sorano. Siamo completamente isolati e bloccati. Ho chiamato ditte private di sostegno, ma non ce la possiamo fare. Il mezzo spazzaneve che la Provincia ha preso da un privato, ieri si è traversato ed è stato liberato solo stanotte e stamattina è andato di nuovo fuori strada, e dunque fino a questo momento, sono le 13, non si è visto. Noi abbiamo liberato un po' di strade, ma è un disastro, ho richiamato tutti gli operai ma anche loro non ce la fanno più, perché sono giorni e giorni che macinano ore di lavoro». A Semproniano Bellini ha fatto l'ordinanza di chiusura delle scuole epr lunedì e martedì: « Le scuole sono circondate da circa due metri di neve che dovremo spalare tutta a mano. Fino a domani, di certo, non potremo intervenirci e dunque non possiamo rischiare niente».

Arcidosso. La priorità è farsi strada negli anelli viari di accesso. «Nelle muraglie di neve alte anche 1 metro e mezzo, cerchiamo di farci strada come si può – afferma il sindaco Emilio Landi –. Interveniamo per non lasciare intrappolate le frazioni; Bagnoli, Stribugliano, Montelaterone. Monte Labbro lo lasciamo per ultimo, perché gli oltre due metri di neve non ci permetterebbero di poter intervenire altrove, se urgente. Lì ci sono muraglie vere. Creiamo varchi ai poderi con animali, perché non muoiano di fame. Ci stanno dando una grossa mano i volontari del Vab e senza di loro sarebbe stata davvero dura. In ogni caso per ora è emergenza totale».

Castel del Piano. L'unica voce ottimistica è quella del sindaco di Castel del Piano: «La situazione è impegnativa ma speriamo di farcela entro l'arco della giornata a liberare tutti gli accessi alle frazioni e alle borgate. Siamo già passati in posti nevralgici, come le Ciaccine, ma ci restano luoghi diffcili perché stretti: Tepolini, Marrona, Collevergari, Pian del Ballo. La zona che ci preoccupa di più, come al solito, è quella dei poderi sotto al Casale, con strade impercorribili e con muraglie di oltre 1 metro da sfondare coi mezzi».

Santa Fiora. L'Amministrazione di Santa Fiora ha dovuto affittare dei nuovi mezzi, perché alcuni di quelli utilizzati finora sono rotti. Ancora isolati Selva, dove un metro e mezzo di neve ha ricoperto la strada dove ancora devono arrivare gli spazzaneve. Si va con lentezza, perché i muri sono alti anche 3 metri, come spiega il vicesindaco Alberto Balocchi: «E poi ci sono i Poggi, Bagnolo e le viuzze del centro storico dove si deve spalare o a mano o con piccolissimi mezzi». Anche un camion che portava mangimi per tacchini è rimasto dentro la neve.

Cinigiano. Questa volta Cinigiano, al contrario della nevicata precedente, è stato duramente colpito. Non solo il capoluogo, ma Monticello, Castiglioncello, addirittura Santa Rita: «Mai vista una cosa simile», osserva il sindaco Silvana Totti - abbiamo fatto decine di fax alla protezione civile perché ci mandasse per lo meno uno spazzaneve. Abbiamo poderi isolati che non sappiamo come raggiungere. Stamani lo spazzaneve è servito per creare una strada percorribile per un dializzato. Ci si arrangia con ruspe e trattori di privati e con mezzi affittati, ma siamo al limite. Da soli non ce la possiamo fare con 45 cm di neve e tutta quella che è accumulata dal vento. Incredibile. Chi non vede non crede». Il sindaco ha chiuso le scuole per domani.

Castell'Azzara. A Castell’Azzara si registra uno dei casi più gravi accaduti in provincia, con un pastore che, avendo probabilmente passato l’intera notte fuori con il gregge, ieri mattina ha chiesto aiuto perché non sentiva più le gambe. È stato allertato il 118 che era pronto a partire con l’elicottero, poi l’uomo è stato soccorso dall’assessore Fosco Fortunati che lo ha raggiunto con un mezzo su strada. L’uomo ha un principio di ipotermia. Con grande difficoltà è stato liberato l'allevamento di cavalli per portare il cibo agli animali e questo è già un successo. «Per il resto – afferma il sindaco Marzio Mambrini – speriamo nei soccorsi da Bolzano».

Roccalbegna. Anche qui c'è stato bisogno di attivare ditte private: «Situazione grave – commenta il sindaco Massimo Galli – specialmente in alcune zone rurali dove il forte vento ha creato grossi cumuli di neve che hanno raggiunto il metro e mezzo di altezza. Operai del comune e volontari della Cri hanno ripulito le strade e aiutato persone anziane fornendo beni di prima necessità».

Le Misericordie. Dispiegamento di forze e grandissima dedizione delle Misericordie dei paesi. Quella di Arcidosso, coordinata da Maria Grazia Raffi, con i volontari della protezione civile, sono intervenuti, su richiesta del 118 per soccorrere un paziente in difficoltà presso il podere di Pietra Fitta, sul Monte Labbro. Anche la Misericordia di Castel del Piano ha messo in campo un ulteriore mezzo 4X4 attivato dalla centrale operativa di Grosseto a supporto dei dializzati.

Emergenza cimiteri. La neve ha messo in tilt anche i funerali. In massicce quantità si è accumulata davanti alle chiese, da 50 centimetri a oltre un metro sui camposanti. Strade per i cimiteri impossibili da praticare, molti i funerali rimandati. Entrare nei cimiteri con pale e spazzaneve è impossibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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