Attenzione
Strillaie, interventi sulla discarica
Il Comune punta a risparmiare un milione di euro all’anno di costi di gestione. Il problema è il percolato
GROSSETO
Il Comune di Grosseto investe nel potenziamento degli impianti nella ex discarica delle Strillaie, per mettere in sicurezza il sito e risparmiare, a regime, tra circa un anno, un anno e mezzo, un milione di euro l'anno di costi di gestione.
«Sono anni – ha ricordato il sindaco Bonifazi – che stiamo lavorando alla bonifica delle Strillaie e la difficoltà principale, da un punto di vista dei costi, è che nel corso degli anni di attività della discarica non era mai stato prevista, nella Tarsu, una voce per l'accantonamento di risorse per gestire la fase post mortem della discarica stessa».
«In ogni caso – ha detto il sindaco – da quando la discarica è chiusa abbiamo avviato un lavoro di bonifica silenzioso, sono stati realizzati impianti per la raccolta e il trattamento del percolato, esami, monitoraggi molto costosi, con tante conferenze dei servizi fatte anche al ministero, a Roma, perché la discarica è anche un sito di interesse nazionale (sin), ma siamo in linea con la tabella di marcia».
L'assessore all'ambiente Tei ha spiegato che due sono le questioni più evidenti su cui occorre intervenire: la prima è la regimazione, il controllo e il trattamento del percolato, la seconda è il trattamento dell'acqua di falda che deve essere depurata e reimmessa nel sottosuolo.
Partendo da questa seconda questione, Tei ha illustrato il progetto di realizzare un evaporatore per la cosiddetta “salamoia”, circa 15mila metri cubi di scarto derivante dal “pump & treat”, il pompaggio e filtraggio dell'acqua di falda. Attualmente la “salamoia” viene portata, per lo smaltimento, in un impianto di Pisa a un costo annuale di 760mila euro l'anno, poco meno del costo di realizzazione dell'evaporatore. C'è, poi, il progetto di potenziamento del depuratore del percolato prodotto dal contatto dei rifiuti con le acque piovane. L'impianto attuale ha una capacità di trattamento di 34mila metri cubi annui, ma dovrà essere portato a una capacità di 47mila metri cubi, in modo da poter trattare sia la quantità maggiore di percolato che viene raccolta da tre nuovi pozzi, sia le acque di lavaggio dei cassonetti stradali, operazione il cui costo attuale è di 450mila euro l'anno. L'investimento necessario è di circa 800mila euro.
In ambedue i casi a occuparsi dei lavori sarà la società Sit di Vicenza, che gestisce gli impianti attuali. Un nuovo piano finanziario consentirà all'azienda di ammortizzare l'investimento complessivo non più in 8 anni, ma in 15. Impianti che, una volta che la produzione di percolato si sarà ridotta – ha detto Tei – resteranno a disposizione per trattare percolato proveniente da altri siti, se dovesse essere necessario. Al potenziamento del depuratore del percolato, poi, si lega un terzo intervento, da 765mila euro, per il “capping”, la copertura definitiva di un modulo della ex discarica, il modulo 16, per renderlo completamente impermeabile e dunque per potervi iniettare i residui della lavorazione del percolato.
Ed è qui che l'amministrazione comunale guarda alla bonifica della ex discarica – ha detto il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi – come alla trasformazione di un problema in una risorsa.
Tei, infatti, ha spiegato che sul modulo 16 sorgerà anche il primo nucleo di un grande impianto fotovoltaico che il Comune conta di realizzare su tutta l'area dell'ex discarica, mano a mano che i vari moduli saranno ricoperti con speciali teli e terra, e che dovrebbe produrre utili per le casse comunali.
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