Il Tirreno

Grosseto

Ultimo atto per incassare l’eredità di Gianferotti

di Alfredo Faetti
Ultimo atto per incassare l’eredità di Gianferotti

Un milione e 200mila euro lasciati al Comune per le opere pubbliche Oggi il consiglio vota l’accettazione dello scioglimento della comunione

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SCARLINO

L'accordo c'è da tempo: ora è il momento di dare mandato al sindaco di inserire quel milione e 200mila euro nella proprietà del Comune.

È l'ultimo capitolo dell'eredità Gianferotti a Scarlino, che verrà scritto questa mattina in consiglio comunale, quando l'assise voterà l'accettazione dello scioglimento della comunione del patrimonio. Anzi, per essere precisi: questo è l'ultimo atto della procedura amministrativa. Infatti, una volta che la fetta di eredità assegnata al Comune finirà nei libri del patrimonio, arriverà il momento di spenderli. E in questo senso, il primo cittadino Maurizio Bizzarri ha più volte ribadito che questi soldi serviranno per finanziare la realizzazione di opere pubbliche ancora in sospeso. Saranno comunque i soldi al centro del dibattito questa mattina in consiglio, visto che l'ordine del giorno prevede anche la nomina dei revisori dei conti per il triennio 2012-2015 e il rinnovo del servizio di tesoreria per i prossimi tre anni.

Centro dell'attenzione comunque resta l'eredità. Un milione e passa di euro che sono una vera boccata d'ossigeno per le casse comunali, visti i venti di crisi (soprattutto per gli enti locali) che soffiano in questo periodo. Una somma comunque che non è stata semplice da partorire, visto che l'eredità del benefattore Edoardo Gianferotti è stata contesa dai tre beneficiari: Comune di Scarlino, associazione Veronesi e la madre. Ed è stata proprio quest'ultima a impugnare il testamento poco dopo la morte del figlio, due anni fa. Partirono così le trattative, portate avanti per l'ente dall'assessore Guido Mario Destri, in modo da sbloccare la suddivisione di un patrimonio notevole, fatto di immobili, depositi bancari e titoli. Alla fine le fette sono state fatte uguali per tutti e tre i beneficiari, a cui sono andati un milione e 200mila euro a testa. Ma non solo, perché c'è da aggiungere gli immobili. E anche qui si è andati per una divisione in parti uguali: al Comune di è toccato un appartamento allo Scalo, all'associazione Veronesi per la lotta al cancro quello di Follonica e alla madre quello in cui abita tutt'ora.

In ogni caso oggi arriva l'ultimo nodo (burocratico) da sciogliere per sancire la fine di questa vicenda, nata con la generosità di uno scarlinese doc che ha voluto rendere quello che gli ha dato la sua terra e resa spigolosa dalle varie procedure, ma pur sempre a lieto fine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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