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Grosseto

Sabbie alle Strillaie, guerra col Comune

Sabbie alle Strillaie, guerra col Comune

La Marina di San Rocco ricorre al Consiglio di Stato per il materiale depositato in discarica

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GROSSETO

Qualche migliaio di metri cubi di sabbie e cannucciati, stoccati in una vasca della dismessa discarica delle Strillaie, e una guerra, a colpi di carte bollate, tra il Comune di Grosseto e la Marina di San Rocco che si arricchisce di una nuova puntata: il Comune ha incaricato l'avvocato Paolo Stolzi di Firenze, di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di accogliere il ricorso della Marina di San Rocco contro un'ordinanza del sindaco di Bonifazi che avrebbe voluto costringere la società, che gestisce il porto di Marina, a effettuare una caratterizzazione – delle analisi – di quanto stoccato alle Strillaie, per procedere, poi, al successivo, definitivo smaltimento del materiale, La vicenda risale al gennaio del 2009. Nella sentenza del Tar si legge che La Marina di San Rocco «aveva evidenziato che l’ammasso di tale materiale era riconducibile alle forti perturbazioni meteo degli ultimi mesi e delle relative piene del canale di San Rocco e che la medesima società, come avvenuto in anni precedenti, intendeva rimuovere i suddetti depositi».

Il giudice amministrativo rileva che la Marina di San Rocco «si dichiarava disposta alla rimozione, per necessità di navigazione nel porto turistico, e allo stoccaggio provvisorio in quanto rifiuto, in attesa dell’essiccamento e successivo trasferimento in discarica», ma non rileva «alcuna ammissione di responsabilità nella produzione di tale rifiuto, né si individua la presenza di altro tipo di materiale proveniente da attività direttamente e autonomamente riconducibili alla medesima ricorrente». Una situazione rispecchiata anche da una prima ordinanza del sindaco di Grosseto, del maggio del 2009, con cui si sottolineava che «vi era un’effettiva situazione di criticità causata dalla presenza di materiale vegetale mischiato a sabbie di deposito proveniente “esclusivamente” dal Canale San Rocco», che «l’attività portuale turistica era a rischio nel perdurare di tale criticità; le analisi effettuate avevano individuato la classificabilità del materiale come rifiuto non pericoloso» che andava rimosso per essere depositato temporaneamente alle Strillaie in attesa di essere smaltito, mentre doveva essere ancora definita la questione delle responsabilità e dell'imputazione dei costi. La Marina di San Rocco esegue, ma lamenta l'impossibilità di sostenere anche i costi di smaltimento. E il sindaco risponde con la seconda ordinanza che poi viene impugnata davanti al Tar. Intanto, quel materiale è ancora alle Strillaie, non si sa ancora chi debba farsi carico dei costi che, in parte sono già stati sostenuti dalla Marina di San Rocco, e si parla di circa 100-150mila euro, ma una buona notizia potrebbe esserci all'orizzonte: quel materiale, da recenti analisi, potrebbe risultare adatto per gestire una piccola parte della chiusura definitiva della discarica. Serve solo il via libera dell'Arpat. Presto un incontro con l'avvocato Stolzi per decidere il da farsi.

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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