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Le banche aumentano ma chiudono il cordone

Le banche aumentano ma chiudono il cordone

GROSSETO «Il 2011 è stato l'anno peggiore per il rapporto tra le imprese e il credito». Il presidente della camera di commercio Giovanni Lamioni ha davanti i dati dell'osservatorio sul credito in...

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«Il 2011 è stato l'anno peggiore per il rapporto tra le imprese e il credito». Il presidente della camera di commercio Giovanni Lamioni ha davanti i dati dell'osservatorio sul credito in provincia raccolti in collaborazione con il Coap e l'Istituto Tagliacarne che parlano di un'attenzione sempre molto alta delle banche per il territorio maremmano, per quanto riguarda la raccolta, anche se si è ridotta, con la crisi, la propensione al risparmio da parte delle famiglie, ma parlano anche di una crescente difficoltà che le imprese incontrano nell'accesso al credito e dei costi che sono tra i più alti in Italia.

Crescono gli sportelli bancari, in controtendenza con quanto avviene in Italia, ma anche in Toscana del 3,1% e oggi ci sono 6,1 sportelli per ogni mille imprese contro i 5,4 del 2007.

La contrazione dei redditi di famiglie e delle imprese costringe a ricorrere al canale bancario per operazioni che normalmente venivano effettuate utilizzando le proprie disponibilità e, in questo senso, l'ammontare di prestiti erogati cresce anche se gli imprenditori, nell'ultimo anno, hanno segnalato un aumento dei tempi di attesa di risposta delle banche.

Il problema più rilevante, però, è quello dei costi del credito. A fronte di una crescita delle sofferenze bancarie che passano dai 105 milioni di fine 2007 ai 301 milioni di inizio 2011, le banche hanno aumentato sia i tassi applicati ai prestiti sia i costi complessivi del finanziamento. Così, il costo del denaro è ulteriormente cresciuto e nel 2011 un'impresa grossetana paga addirittura il 3,2% in più di quanto richiesto, in media, ad un'impresa italiana.

«Colpisce il fatto - dice Lamioni - che meno di un imprenditore su tre abbia dichiarato di essere soddisfatto delle condizioni applicate dalle banche». La Camera di commercio ha messo sul tavolo misure a sostegno del credito, in particolare per le aziende che non riscuotono dagli enti pubblici e hanno bisogno di farsi anticipare quei crediti, ma Lamioni punta anche a ricostruire un rapporto più sano tra banche e imprese, almeno a livello del clima che si respirava fino al 2010, quando «ovunque era la caccia alle streghe, contro le banche - ma noi non avevamo motivi per lamentarci».

«Il rapporto fra sistema bancario e tessuto d'impresa - sottolinea il presidente della Provincia Leonardo Marras - è uno dei nodi gordiani che vanno sciolti per creare nuove opportunità di sviluppo in questo territorio». Sui tempi di erogazione del credito e i costi, secondo Marras, occorre che «le banche facciano di più e più velocemente».

Enrico Pizzi

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