Il Tirreno

Grosseto

Ici al parco eolico, un milione d’arretrati

di Francesca Ferri

Dal 2007 al 2011 la società proprietaria dell’impianto non ha versato la tassa. Il Comune vuole i soldi ma è giallo sul calcolo

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SCANSANO

Quattro anni di Ici non pagata e l’impianto eolico di Scansano si ritrova con un conto di centinaia di migliaia di euro da saldare al Comune. Quante, di preciso? Ancora non si sa ed è qui l’inghippo che da settimane scuote Scansano più del vento che muove le pale eoliche.

Questi i fatti. L’anno scorso il Comune di Scansano avvia i controlli sul pagamento dell’Ici per il 2007 e scopre che il parco eolico ai Poggi Alti, di proprietà della Parco Eolico Poggi Alti srl è stato accatastato solo il 14 febbraio 2011, cioè quattro anni dopo l’entrata in funzione, che risale al 20 marzo 2007. In quegli anni, dunque, non ha pagato l’Ici.

Una dimenticanza? Forse sì, forse no. La normativa sul pagamento degll’Ici da parte degli impianti eolici, infatti, è piuttosto controversa. Un po’ perché sono strutture relativamente recenti, dunque manca una giurisprudenza in tal senso, un po’ perché non è chiaro come calcolare gli importi. E qui nasce il problema tra il Comune e la società, che nel frattempo, nel 2010, è stata incorporata nella E. On Climate & Renewables Italia srl.

Secondo il Comune l’Ici va calcolato sulla base della categoria in cui è stato accatastato l’impianto, ovvero D1 quella degli opifici e, in particolare, delle centrali di produzione di energia elettrica. Rifacendosi al decreto legislativo 504 del 1992, che a sua volta rimanda al decreto legge 333 del 1992, per i fabbricati del gruppo catastale D, non iscritti al catasto, l’Ici pregressa si calcola in base all’importo delle scritture contabili degli anni in questione moltiplicato alcuni coefficienti. Il Comune fa due conti e, solo per il 2007, manda un avviso di accertamento di 275mila euro e rotti alla società. Prepara poi gli accertamenti anche per il 2008 e 2009 e per tutto il triennio calcola una cifra a sei zeri: 1 milione di euro.

Presentato il conto alla E. On Climate & Renewables, in un incontro del 26 gennaio scorso, però, la risposta è stata picche. La società ha obiettato che la norma alla quale fa riferimento il Comune in questo caso non si può applicare, perché manca «la distinta contabilizzazione in bilancio degli immobili». E ha pensato a tutto un altro calcolo, basato sulla rendita catastale del 2011 che, per la società, vale anche per gli anni pregressi.

Manco a dirlo, gli importi scendono in picchiata. Applicando questo criterio, infatti, l’Ici ammonterebbe a 300mila euro circa, ovvero 700mila euro in meno rispetto a quanto uscito fuori dalla calcolatrice comunale. Perché questa differenza? «La rendita catastale non è retroattiva, ma può valere solo dal 2011», spiega Simone Casciani, responsabile del Servizio finanziario e tributi del Comune e “scopritore” dei mancati versamenti Ici. Nel conteggio, poi, manca l’importo per il 2010, anno della fusione fra le due società per cui il calcolo è più complicato, dunque per ora non è stato avviato il conteggio. «Comunque - precisa Casciani - che quel milione di euro comprende anche le sanzioni; se la società aderisce alla nostra interpretazione e non fa ricorso, le spese si abbattono a 600-700mila euro».

Le cifre sono comunque da capogiro, tanto più per un piccolo Comune come Scansano dove questi importi potrebbero davvero fare la differenza nel bilancio. E l’Ici, in un modo o nell’altro, va pagata.

Il problema è che il pur vigile Servizio finanziario del Comune rimane uno scricciolo di fronte a un gigante mondiale del settore dell’energia rinnovabile, che vanta un fatturato di 93 miliardi di euro all’anno, opera in tre continenti e ha al soldo eserciti di avvocati e consulenti superspecializzati da far tremare chiunque.

Per questo lo scorso 31 gennaio, visto il “niet” della società a pagare il conto presentato, l’amministrazione scansanese ha pensato di rivolgersi a un avvocato, un luminare del settore, il dottor Luigi Lovecchio, esperto in diritto tributario di fama nazionale, autore di diverse pubblicazioni in materia e docente della Scuola di formazione per gli enti locali della Provincia di Grosseto.

Ancora nessuno si è rivolto al Tribunale, ma intanto il Comune ha ingaggiato Lovecchio perché lo assista nella fase stragiudiziale. «Ovviamente non abbiamo nessuna intenzione di creare un contenzioso che duri anni e anni - spiega Casciani - ma nemmeno di far mancare al Comune un equo introito che gli è comunque dovuto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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