I sapori dell’Amiata stregano la Val d’Aosta
Trasferta ai piedi del Cervino per il forno Flamini di Semproniano che porta sulle Alpi le tipicità locali
SEMPRONIANO
Nella stagione della grande crisi l’Amiata prova a tracciare una nuova strada per far conoscere le sue tipicità .
Nella storia che raccontiamo amicizia e marketing si fondono a tavola. Protagonisti un pugno di imprenditori locali del settore gastronomico. La settimana scorsa uno spicchio d’Amiata (uomini e prodotti) si è trasferito per 5 giorni nel nord-ovest, in Val d’Aosta prima e in Piemonte poi. Una spedizione all’insegna del buon cibo e dell’amicizia, che neppure il maltempo è riuscito a frenare. Il forno Flamini, uno degli esercizi più antichi e famosi dell’Amiata, pluripremiato per le “opere d’arte” che sforna da quasi 60 anni, ha scelto, a luglio 2011, di rinnovarsi e crescere aprendo un laboratorio a Cervinia.
Fabiano e Marijke si sono trasferiti in Val d’Aosta lasciando a Semproniano il negozio per la vendita al dettaglio di pane e schiacce. A fine gennaio un gruppo di amici guidato da Flavio Biserni dell’Antica Fattoria del Grottaione è partito da Castel del Piano per salire fino ai piedi del Cervino, riabbracciare i Flamini e celebrare i primi 6 mesi di vita della nuova attività.
Nella frazione di Perreres Valtournenche è stata allestita una cena tutta amiatina che ha riscosso un successo oltre ogni previsione. I turisti che gravitano in zona, accorsi numerosi, hanno così potuto conoscere i crostini “neri” e i crostini di cavolo con crema di ceci di Montenero e olio di Olivastra Seggianese e tutte le atre prelibatezze. In tavola il Rosso Doc Montecucco 2010 dell’azienda Poggio Leone, il Sassabruna Doc Monteregio di Rocca di Montemassi e un brunello di Montalcino, il Rosso Docg 2007 dell’azienda Cava d’Onice. La tournèe promozionale della cucina amiatina è proseguita in Piemonte e a marzo la visita sarà ricambiata in Amiata.
Gabriele Baldanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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