Sicurezza
Cerciello: «Sul commercio avevamo ragione noi»
L’assessore dopo la sentenza del Tar della Toscana: la legge nazionale è chiara E sul Ccn: «Si mettano d’accordo, questa è una grande occasione»
GROSSETO
La recente sentenza del Tar della Toscana, che annulla le ordinanze di limitazione agli orari dei negozi, analoga a quelle di Veneto e Lombardia, fa esultare l’assessore al commercio del Comune di Grosseto, Emanuel Cerciello, che, fin dall’inizio, aveva scelto, d’accordo col sindaco, di attenersi alla legge nazionale. A Grosseto chiunque può aprire quando vuole, fin dal primo di gennaio.
«Non posso che essere contento. Questa sentenza conferma in pieno la nostra linea. Che poi era l’unica possibile, visto che, al momento, c’è in vigore una legge nazionale. Tutto il resto è solo filosofia».
Però c’è un ricorso alla Corte Costituzionale pendente.
«Vero, aspettiamo anche noi l’esito del ricorso. Sarà la madre di tutte le sentenze e metterà tutti d’accordo. Al momento, però, le sentenze dicono altro. E cioè che avevamo ragione noi».
Eppure non manca chi la pensa diversamente.
«Io rispetto le opinioni di tutti, ma quando si va a toccare gli interessi dei cittadini e delle aziende bisogna attenersi alle leggi, anche perchésennò ci si espone a contenziosi e ricosi. E mi pare che le certezze granitiche di qualcuno in questa materia si stiano sgretolando. Il Tar ha chiarito, al momento, che era più sbagliato imporre le chiusure che consentire le aperture, in un contesto di libera concorrenza».
Voi avete dei ricorsi pendenti.
«Vero, ma questa sentenza del Tar tocca solo il decreto Monti, non quello di Berlusconi. Staremo a vedere».
Intanto, dentro le Mura e nel primo perimetro esterno, fa fatica a nascere il Centro Commerciale Naturale. I negozianti sono divisi.
«Non è compito del Comune fa nascere il Centro Commerciale Naturale. Noi lo assecondiamo, seguiamo un percorso. E, da un lato, auspichiamo che alla fine nasca. Ma sono loro che devono mettersi d’accordo».
Al momento “accordo” è parola lontanissima.
«Ci sono state delle frizioni, in effetti, ma sono convinto che, alla fine, i vari attori si metteranno attorno a un tavolo e troveranno una soluzione condivisa. Del resto il Ccn è l’unica realtà che può partecipare ai bandi regionali per avere finanziamenti per progetti che possano rilanciare il centro storico. Insomma, ci sono dei soldi da prendere, non credo che i commercianti ci vorranno rinunciare per dissidi interni».
Al momento, invece, pare che sia proprio così.
«Ripeto, non è compito nostro creare il Ccn. Noi aspettiamo con serenità che ci venga proposta una soluzione condivisa. E, comunque, se qualcuno sceglierà di starne fuori, non sarà la fine del mondo».
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