Avvocati contro la Siveri per il biogas a Capalbio
CAPALBIO I cittadini confinanti ai terreni Sacra e il gruppo di opposizione “Per Capalbio”, di cui l’ex sindaco Lucia Biagi è capofila, difendono la loro posizione nei confronti del cosiddetto...
CAPALBIO
I cittadini confinanti ai terreni Sacra e il gruppo di opposizione “Per Capalbio”, di cui l’ex sindaco Lucia Biagi è capofila, difendono la loro posizione nei confronti del cosiddetto ecomostro.
Tramite i rispettivi legali, Michele Greco e Sabrina Pollini, i cittadini coinvolti esprimono il proprio stupore per la presa di posizione dell’assessore provinciale, Patrizia Siveri, secondo la quale l’impianto riceverà certamente l’autorizzazione. Le integrazioni richieste dalla Provincia alla società proponente costituiscono, per gli oppositori all'impianto, ben più che semplici approfondimenti, considerato che è stata contestata la carenza dello studio di incidenza, rivolto «solo sulla centrale a biogas e non all’intero Pmaa, come dovrebbe essere».
L’Ufficio Ambiente della Provincia ha contestato mancanza di analisi di impatto, in riferimento a relazioni tra fertirrigazione e fertilizzazione; assenza di un esame dettagliato sui trasporti e sulle loro conseguenze sul territorio circostante; sostenibilità della falda acquifera, con protocolli di lavoro non condivisi da Arpat e Provincia di Grosseto, scarsa chiarezza sulle quantità di azoto riversate sul terreno con il digestato e prevenzione per la posa dei tubi.
«Dunque – proseguono i legali – la situazione è ben diversa dalle dichiarazioni dell’assessore. È inaccettabile che si anticipino le determinazioni cui gli uffici della Provincia dovranno giungere solo a seguito di approfondita istruttoria».
Ancor più inopportuno, secondo gli avvocati, il sollecito rivolto al Comune di Capalbio alla definizione del procedimento in tempi brevi. Rilevano poi come il progetto non porti benefici al paesaggio (con una superficie di stoccaggio di 12.540 mq oltre a una vasca interrata, e l'impianto di fertirrigazione che si estenderà per 10 km di scavi), né posti di lavoro.
La minoranza politica capalbiese propone infine l’inserimento nel Piano Strutturale di criteri per impianti connessi all’attività agricola, privilegiando siti degradati e che l’attività correlata al suo funzionamento (trasporto materiali/traffico) interessi solo la viabilità aziendale.
Claudia Della Verde
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
