Il Tirreno

Grosseto

Wwf: «Bagnore 4 a rischio per gli incentivi»

La centrale amiatina dovrebbe investire cifre enormi per adeguarsi ai nuovi standard di energia pulita

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA FIORA

«Tutti a correre dietro agli incentivi, operatori e amministratori, e nessuno ad occuparsi e preoccuparsi minimamente di una geotermia che sta screditando l’utilizzo della risorsa». Alice Faccon, referente Amiata Wwf Toscana, torna duramente sulla questione geotermia in Amiata e parte dalla questione incentivi previsti per una geotermia “pulita”.

Vi sono preoccupazioni, afferma Faccon (che cita passaggi del giornale specializzato Greenreport.it), tra gli operatori del settore geotermico, per la possibile riduzione degli incentivi degli impianti che saranno in funzione dal 2013.

Spiega, infatti, che «i nuovi progetti geotermici dovrebbero avere minore impatto ambientale essendo realizzati con impianti a ciclo chiuso ed emissioni 0, ma ciò richiederà l’applicazione di tecnologie innovative che incideranno sui costi di investimento e gestione: quindi gli operatori richiedono un adeguato livello di incentivazione per consentire la sostenibilità economica dei progetti».

Se le cose stanno davvero così, afferma la Faccon, rischia di non andare in porto per il 2013 anche la centrale geotermoelettrica Bagnore 4 da 40 Megawatt «dove è già in esercizio dal 1998 la centrale Bagnore 3 da 20 Megawatt, mai sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale né a Valutazione di Incidenza, che gode dei certificati verdi nonostante anche alcuni problemi irrisolti (come gli impatti sulla risorsa idrica)».

«La nuova centrale Bagnore 4 - prosegue - è progettata ad emissioni dirette e ripropone la copia gemella, ma grande il doppio, dell’attuale Bagnore 3... Vorremmo sapere quindi come si prospetterà il quadro incentivi per questo tipo di impianti, ad emissioni dirette e con tecnologia sostanzialmente obsoleta».

Faccon riferisce ancora che è la stessa Arpat a rilevare che «le centrali dell’Amiata fra cui Bagnore, emettono circa il doppio della Co2 emessa dalle centrali a turbogas a ciclo combinato», oltre a emettere mercurio, acido solfidrico e borico e ammoniaca «notevolmente maggiore rispetto alle termoelettriche», spiega Faccon.

Che, infine, sottolinea che «non convince la dichiarazione di Enel GP che le emissioni sono naturali, perché , al contrario, Arpat afferma, nei suoi resoconti che nei campi geotermici c’è emissione di flussi assai superiore a quelli naturali. E vi sono sostanze e composti con rilevanza tossicologica».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa