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Siveri: «L’impianto a biogas si fa»

Siveri: «L’impianto a biogas si fa»

L’assessore chiarisce: aspettiamo solo un’integrazione, ma l’autorizziamo

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CAPALBIO

L’impianto a biogas si farà, e in tempi brevi. Lo chiarisce l’assessore all’ambiente della Provincia, Patrizia Siveri. «Quando la Sacra fornirà le integrazioni, e se queste rispetteranno le condizioni richieste dalla valutazione di incidenza sull'ambiente, siamo in grado di concludere in tempi brevi il procedimento per autorizzare l’impianto a biogas. Dietro alla sospensione della conferenza dei servizi non c’era la volontà di frenare l’iter».

«Le motivazioni della sospensione sono dettate da ragioni di natura tecnica: sia dal procedimento avviato dal Comune di Capalbio di verifica della legittimità della determinazione comunale numero 488; sia dalla necessità di una serie di approfondimenti richiesti dalla Provincia alla Sacra per l’elaborazione dello studio di incidenza. E’ importante che anche il Comune proceda rapidamente alla revisione dell’atto, prima dei 90 giorni richiesti, per non ritardare la convocazione della conferenza dei servizi».  

La vicenda. Facendo due passi indietro: nel 2010, dopo il protocollo tra Provincia e Comuni (tra cui Capalbio) che puntava a far diventare la Maremma un distretto delle energie rinnovabili, Sacra presentò un progetto per realizzare, quale attività connessa a quella agricola, un impianto a biogas da alimentarsi con i residui della lavorazione dei terreni della azienda - che sarebbero stati così mantenuti in coltivazione.

Il Comune approvò il piano di miglioramento agricolo ambientale che prevedeva la localizzazione dell'impianto a Macchiatonda. Dopo le perplessità della Soprintendenza, la localizzazione fu variata a Torba. La popolazione protestò e fu avviato un percorso con il Comune per la localizzazione alternativa, che ha portato a individuare l'impianto tra la strada degli Origli e l'Aurelia, su un terreno di 10 ettari che Sacra ha acquistato apposta. Tutte le commissioni consiliari comunali hanno approvato la localizzazione, e l'ufficio tecnico ha approvato.

L'impianto funziona a fermentazione in camera stagna, è alimentato con gli sfalci della lavorazione agricola, non ha emissioni, produce energia e acqua calda. Si compone del biodigestore (in un piccolo capannone) e dei sacconi esterni nel quale si stoccano gli sfalci.

L’impianto permetterebbe alla Sacra di tenere in utile il bilancio dell'azienda agricola che, altrimenti, non riesce a raggiungere un equilibrio economico in quanto i terreni, non irrigui, hanno una bassissima resa, oltre a portare gli operai agricoli da 6 a 14.(g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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