Il dolore
Semproniano, è caos Bellini: «La neve pare non finire mai»
Chiusa di nuovo la strada per Catabbio, ai lati cumuli alti anche tre metri. E fra due giorni si scenderà a meno 15
SEMPRONIANO
Non accenna a risolversi, per il comune di Semproniano, l'emergenza neve. Martedì è stato il giorno più nero in assoluto, a causa del vento che ha creato cumuli invalicabili e delle temperatjure che hanno gelato fondo stradale e neve. Chiusa di nuovo la strada Semproniano-Catabbio, ostruita da massi di gelo quella per Rocchette. Un paese intero senza acqua, Cellena, perché il deposito si è congelato e rotto. Isolato, senza possibilità, in tempi brevi, di poterlo raggiungere con i mezzi, il podere le Querciolaie in località La Marruchina. Si è lavorato più di 12 ore al giorno, con i tre mezzi comunali e vari furgoni che continuano a spargere sale per dare un po' di fiato alle strade più libere.
«Quella di martedì – commenta un disperato sindaco Gianni Bellini –è stata la giornata più brutta di tutte quelle passate. Non riusciamo a sfondare per la strada di Catabbio. Bisogna gettare la neve più lontano, perché ai lati della strada se ne è ammucchiata così tanta che in alto non ci arriviamo più. L'altezza della neve tocca i tre metri e passa. Dunque un lavorone, perché c'è da spaccare la neve gelata, trattenerla nella pala e portarla altrove. E il vento poi, non appena ne abbiamo tolta un po' la riaccumula e bisogna ricominciare da capo. Ho dovuto richiamare al lavoro tutti i miei uomini che stanno nella neve anche 12 ore. Anche l'Unione ha mandato operai. Il podere Le Querciolaie, dopo che avevamo aperto un passaggio nei giorni scorsi, adesso è davvero irraggiungibile. Vi abita una signora da sola, abbastanza giovane e in forze, che ci ha detto di non avere urgenze. Ma credo che per togliere via tutto quel che si è pietrificato sulla strada per giungere al podere, sarà cosa non certo di ore. Stessa questione per Rocchette. Poi c'è Cellena, senza acqua perchè il deposito è fuori uso. Gli operai del Fiora stanno lavorando a cottimo con un escavatore per liberarlo dalla neve e dai lastroni di gelo. Tutti ce la stiamo mettendo tutta. Ho riaperto le scuole, per far tornare i ragazzi alla normalità, ma è una situazione davvero pesante». Situazione, invece, per adesso sotto controllo a Roccalbegna, dove sono stati liberati tutte le zone più a rischio, in specie Triana e l'Aquilaia.
«Ringrazio vigili del fuoco, unione dei comuni e tutti coloro che hanno aiutato Roccalbegna in questo momento di emergenza». Le previsioni parlano di due giorni di tregua. Poi si ricomincerà a tremare (anche -15 gradi secondo i metereologi) e è prevista neve in quantità sul monte Amiata.
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