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Il concordato di Royal tuscany

Perde il Monte dei Paschi riceverà solo il 40 per cento

Perde il Monte dei Paschi riceverà solo il 40 per cento

GROSSETO Respinte le opposizioni presentate dal Monte di Paschi di Siena, il giudice fallimentare ha dato il via libera al concordato preventivo per Royal Tuscany Fashion Group, la società in...

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Respinte le opposizioni presentate dal Monte di Paschi di Siena, il giudice fallimentare ha dato il via libera al concordato preventivo per Royal Tuscany Fashion Group, la società in liquidazione ex proprietaria di Mabro.

Sembra di capire che, secondo il tribunale, la banca senese, anche se in possesso di un'ipoteca, dovrebbe accontentarsi della proposta concordataria del pagamento del 40 per cento del proprio credito privilegiato, che ammonta a 3,7 milioni di euro da cui vano sottratti 1,1 milioni di fideiussione che Mps ha già escusso da Fidi Toscana.

Nel decreto di omologa della proposta di concordato preventivo il presidente del collegio, Giovanni Puliatti, motiva la decisione innanzitutto partendo dall'esito delle votazioni espresse dai creditori fino al 2 novembre dello scorso anno e spiegando che «sono state raggiunte le maggioranze prescritte dovendosi ritenere validamente acquisito anche il voto di Unicredit Credit Management Bank pervenuto nel termine di 20 giorni successivi alla chiusura del verbale». Il giudice, dunque, dà torto al Monte dei Paschi di Siena che si era opposto all'omologa sostenendo che il limite temporale dovesse essere ristretto agli orari della cancelleria del tribunale, dal momento che Unicredit aveva depositato il proprio voto il 2 novembre non entro le 13, in cancelleria, ma nel pomeriggio, sulla scrivania del commissario giudiziale Enrico Domenichelli.

Ma la vera sorpresa è la motivazione con cui il giudice ha respinto l'altro motivo di opposizione del Monte dei Paschi e che, probabilmente, è anche l'elemento che ha fatto superare il parere negativo del commissario giudiziale.

«La legge fallimentare – scrive il giudice nella motivazione – prevede l'ipotesi di soddisfazione parziale dei creditori muniti di ipoteca», dunque non è necessario che il Monte abbia il 100 per cento, potendosi accontentare del 40 per cento che la proposta di concordato prevedeva di poter soddisfare con il proprio attivo. Un quaranta per cento che rappresenta certo un forte sconto per Royal Tuscany.

Il tribunale ha nominato liquidatore il ragioniere Claudio Leoni, che avrà il compito di vendere i beni della società per realizzare le poste attive con cui soddisfare i creditori, e ha costituito il comitato dei creditori, formato dalla curatela del fallimento Mabro, da Unicredit e da Marzotto, che avrà il compito di assistere alla liquidazione.

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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