Il Tirreno

Grosseto

Aule vuote al liceo dopo i giorni in classe senza riscaldamento

Studenti e professori con i plaid sulle gambe per scaldarsi Ieri i ragazzi hanno deciso di disertare le lezioni

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MASSA MARITTIMA

Papaline e giubbotti sono d’obbligo, in questi giorni di freddo siberiano. Le coperte di plaid poi sono un vero toccasana stando seduti. Ma se tutti questi accessori vengono indossati in classe durante le ore di scuole, ecco che qualcosa non quadra. O meglio: qualcosa non va. «Siamo in un vero stato d’emergenza» dice Luana Tommi, assessore alla Pubblica istruzione. Ma le difficoltà create dal maltempo non sono una giustificazione per i ragazzi del Lotti che, dopo due giorni di freddo dentro le aule, hanno deciso ieri di disertare le lezioni. Torniamo indietro, ai primi giorni della merla. L’1, 2 e 3 febbraio (ovvero mercoledì, giovedì e venerdì scorsi) le scuole sono rimaste chiuse a causa delle nevicate e del gelo. L’istituto in queste 72 ore è stato deserto, senza che nessuno abbia acceso i riscaldamenti. In questo modo, dato che la caldaia non ha lavorato a pieno regime, le tubature si sono ghiacciate. Un problema che l’amministrazione ha detto a inizio settimana di aver risolto. Ma forse non così a fondo. Già, perché i ragazzi insieme ai professori, passato il fine settimana, lunedì hanno trovato le aule fredde come un frigorifero. I termosifoni, accesi a tutta potenza, non sono riusciti a scaldare le classi e così sia gli insegnanti che gli studenti si sono guardati bene dal togliersi i giubbotti e le papaline. Stessa scena martedì, non fosse che alcune ragazze si sono organizzate e hanno portato con loro i plaid per potersi coprire dietro ai banchi. I professori, raccontano gli studenti, a questo punto hanno voluto fare un giro delle classi armati di termometro. È venuto fuori che nei corridoi, al suono della prima campanella (alle 8), il mercurio segnava dai 5 ai 7 gradi, mentre nelle stanze ne ha raggiunti circa 10. Insomma: freddo vero. Anche all’uscita, alle 14, le temperature all’interno delle zone più gelide dell’istituto Lotti non superavano i 14 gradi. Numeri e test caserecci portati all’attenzione dei vertici scolastici, che hanno potuto soltanto prenderne atto. «Lavoriamo costantemente con il preside Nicola Ottaviano. – assicura Tommi – Lavoriamo senza sosta per far fronte a questa emergenza». Ma i ragazzi non hanno voluto passare un’altra mattinata al freddo e ieri sono rimasti a casa. Soprattutto gli studenti del classico, dove ad eccezione della seconda classe tutte le altre hanno disertato. Altrettanto hanno fatto alcuni compagni degli altri istituti compresi nel Lotti (il turistico, il professionale e l’Iti). Gli studenti che invece sono entrati sono stati trasferiti nelle aule della parte vecchia dell’Istituto, dove le temperature erano più accoglienti. «La situazione è monitorata costantemente. – ripete Tommi – Ieri i tecnici della Provincia sono venuti, sollecitati dall’amministrazione, per portare a pieno regime i riscaldamenti e le temperature sono risultate a norma. In ogni caso, per risolvere il problema, terremo i riscaldamenti accesi anche di notte». Nel pomeriggio di ieri è arrivata anche una nota, in cui l’amministrazione fa sapere che «Comune e Provincia presteranno la massima attenzione affinché nei prossimi giorni venga evitato qualsiasi disagio, con la speranza che l’emergenza possa terminare quanto prima». Speranza condivisa da tutti, anche se le previsioni smorzano l’entusiasmo, visto che per venerdì sono previste raffiche di gelo. 

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di Redazione web