Il Tirreno

Grosseto

Tarsu, 200 “evasori” del mattone

di Francesca Ferri

A Magliano in tanti hanno allargato casa senza dirlo ai Tributi. Cinelli: «Ma il Comune doveva saperlo»

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MAGLIANO

Un terremoto scuote, da qualche mese, le tranquille colline intorno a Magliano e domani farà sentire il suo rombo in consiglio comunale.

Duecentosessanta accertamenti per mancato versamento della Tarsu, la tassa sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti, sono partiti negli ultimi mesi del 2011 dall’Ufficio tributi comunale ad altrettanti cittadini. Cosa è successo?

Nel 2005 molti maglianesi hanno fatto dei lavori a casa allargando i locali. Tutto regolarmente denunciato al Comune con permessi a costruire, dichiarazioni di inizio e fine lavori, richieste di abitabilità. Con una sola pecca, però: non aver comunicato all’ufficio tributi le variazioni. E poiché la Tarsu si paga in base a quanti metri quadrati misura la casa, i cittadini hanno continuato a pagare la stessa cifra, pur avendo più superficie.

Nella rete dei controlli degli ultimi mesi sono rimasti sia gli evasori belli e buoni, sia coloro che hanno solo dimenticato di comunicare al Comune l’aumento di superficie utile al calcolo della tassa. Che poi questa dimenticanza sia stata in buona fede o meno, sta alla coscienza dei contribuenti. Fatto sta che a tutti è arrivato un conto salatissimo: oltre alla differenza – calcolata in base ai metri quadrati in più – hanno dovuto pagare pure gli interessi dal 2005 a oggi. E si tratta di cifre da capogiro.

Ora, nel calderone sono finiti sia i furbetti sia chi era in buona fede e questo non è andato giù ad “Amministra con noi”, la minoranza in consiglio comunale che sulla questione ha inviato un’interrogazione al sindaco che sarà discussa domani in consiglio.

«È vero che da un punto di vista legislativo il Comune può trovare la pecca della mancata comunicazione all’Ufficio tributi - si legge nell’interrogazione - ma è pur vero che è direttamente il Comune a gestire quest’ultimo ufficio e sarebbe bastata la minima collaborazione nell’ambito della stessa amministrazione al fine di avere le superfici aggiornate in tempo reale». Insomma, la mano destra non sa cosa fa la sinistra. E in più «nella tassazione - prosegue “Amministra con noi” - sono stati parificati gli annessi agricoli alle abitazioni e in questo caso ci chiediamo quali siano i rifiuti prodotti da un trattore, forse gli oli, i filtri, le batterie». Per questi rifiuti esiste però una normativa di smaltimento che obbliga i produttori agricoli a provvedere a proprie spese tramite ditte autorizzate. Perciò, si chiede la minoranza, non sarebbe il caso di «prevedere una riduzione se non l’esonero totale» per i contadini?

«In questi tempi di crisi - spiega il capogruppo Diego Cinelli - pagare cifre così alte, improvvisamente, mette in difficoltà. E poi perché non si sono fatti prima i controlli? Conosco almeno venti casi in cui i cittadini non hanno ricevuto le cartelle di pagamento».

“Amministra con noi” chiederà, dunque, domani al sindaco di sospendere immediatamente gli avvisi di accertamento per omessa presentazione della denuncia relativa alla tassa di smaltimento dei rifiuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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