Attenzione
Ricorsi su concessioni demaniali Pioggia di vittorie per il Comune
Cinque sentenze del Tar favorevoli all’amministrazione Cerulli sulla fatidica determina 225 Il sindaco aspetta ora l’esito di altri 50 casi. «Intanto rientriamo di tutte le spese legali sostenute»
MONTE ARGENTARIO
Dopo la pioggia di cinquanta e più ricorsi arrivati negli ultimi tre mesi al Comune di Monte Argentario contro la determina che spalanca la strada alla liberalizzazione delle concessioni demaniali, il meteo sta cambiando sul Promontorio.
Stavolta il vento tira da Firenze, dal Tribunale amministrativo della Toscana, spazza via le nuvole dei ricorsi e porta i primi raggi di sole, le prime vittorie, per il Comune, su chi ha cercato di dar contro i provvedimenti, ormai diventati “memorabili”, che hanno tolto le concessioni ai loro occupanti storici: la determina 225 del 3 novembre 2011 e i bandi che hanno messo a gara l’occupazione degli specchi d’acqua.
Sono del 30 gennaio scorso le prime sentenze del Tar a favore della linea adottata dal sindaco Arturo Cerulli. I giudici fiorentini dichiarano in parte improcedibile e in parte respinge il ricorso della Boccadoro snc di Rispoli Angelo & c. e di Emporio del Sub di Tocco Giuseppe & c., entrambe fatte “sloggiare” e le cui zone sono state riassegnate tramite bando pubblico. Stesso esito ha avuto il ricorso della Marina di Cala Galera Circolo Nautico e Officina Mercurio, i cui ricorsi sono stati rispettivamente respinti con sentenza la prima e ordinanza la seconda.
Male anche per l’albergo El Faro che aveva cercato di opporsi a una precedente determinazione (la 307 del 15 giugno 2011), sempre sull’affidamento delle concessioni demaniali. Sempre lo stesso giorno, infine, il Tar ha dichiarato estinto il ricorso della Toremar sullo sgombero della biglietteria in piazzale Cambi - un altro capitolo della “bonifica” avviata da Cerulli – dopo che la stessa società aveva rinunciato all’azione legale.
Insomma, l’orientamento dei giudici sembra chiaro e, al di là della soddisfazione per l’amministrazione di vedere accolta la sua nuova strategia di gestione degli specchi d’acqua, ha anche un risvolto di non poco conto: ogni vittoria al Tar significa veder tornare in cassa dai 2 ai 4 mila euro di risarcimento spese legali. Che, se tutti i ricorsi avessero lo stesso esito, significa un fiume di quattrini (cifre prudenziali dicono intorno ai 150mila euro).
«Prima di tutto va detto che questi soldi non sono “guadagnati” ma servono a coprire le spese legali; andiamo semmai in pari. Certo è ormai con queste sentenze si dà pieno atto che il Comune ha fatto bene a mettere a gara le concessioni. Cosa devo dire? Sono soddisfatto», spiega il sindaco Arturo Cerulli.
E nell’occasione si leva qualche sassolino dalle scarpe. «Non so se siamo il primo o fra i primi Comuni in Italia ad aver preso questo provvedimento - spiega Cerulli - andando anche contro tanti di questi che io chiamo “soloni”, “espertoni” che hanno riempito le pagine dei giornali criticandoci e mettendoci alla berlina. E lo dico senza far nomi».
Non teme, però, il sindaco, che la sua popolarità possa avere un calo ? «Non mi importa niente - taglia corto Cerulli – di professione non ho mai fatto il politico. Se così sarà tornerò a fare l’ingegnere nucleare. C’è comunque una maggioranza silenziosa che mi approva. Certo, alcuni amici che avevo ora non sono più amici, qualcuno si aspettava da me “troppo da mangiare”. E non solo tra i privati cittadini».
La battaglia comunque non è finita. Adesso c’è da sgomberare i pontili e due delle società (Boccadoro ed Emporio del Sub) hanno ottenuto dal Tar una proroga. Nel frattempo il Comune aveva già deciso di resistere in giudizio e aveva nominato un avvocato, Edoardo Brusco. «La sentenza monocratica del Tar è arrivata prima che l’avvocato prendesse in mano le carte - spiega Cerulli - comunque noi siamo pronti e manterremo la nostra linea».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google