Sicurezza
Pneumatici abbandonati sui poggi
FOLLONICA Cumuli di macerie. Pneumatici abbandonati. Rifiuti di ogni tipo che sbucano in ogni strada, asfaltata o meno, che si inerpica in Valle a Follonica. La pattumiera del Golfo proprio nell’ango...
FOLLONICA
Cumuli di macerie. Pneumatici abbandonati. Rifiuti di ogni tipo che sbucano in ogni strada, asfaltata o meno, che si inerpica in Valle a Follonica. La pattumiera del Golfo proprio nell’angolo più bello del comune, i poggi che regalano viste stupende e panorami mozzafiato 365 giorni l’anno. Basta fare un giro nelle stradine, private o pubbliche che siano, per scoprire come l’inciviltà e la poca cura nei confronti dell’ambiente siano purtroppo vizio comune a tante persone.
Spesso, vicino ai rifiuti abbandonati senza nemmeno preoccuparsi di coprirne le tracce, ci sono cantieri bloccati, costruzioni abbandonate, echi insomma di operazioni edilizie forse spregiudicate delle quali però qualcuno ha poi chiesto il conto.
Altre volte gli spiazzi utilizzati come discarica hanno solamente la sfortuna di essere un po’ fuori mano rispetto alle strade più controllate e pattugliate dalle forze dell’ordine, garantendo privacy e garanzia di immunità per chi decide la via più comoda rispetto a quanto obbliga la legge per i rifiuti speciali, o addirittura per gli pneumatici per i quali dal 2000 non è più ammesso nemmeno il conferimento a discarica autorizzata. C’è l’imbarazzo della scelta, nel percorrere le strade che dalla Vecchia Aurelia consentono di raggiungere i tanti poggi sparsi nella campagna a nord-est di Follonica. Tubi, mattoni, sanitari rovinati, calcinacci, bottiglie, sacchetti di immondizia. Ed ancora carcasse di pneumatici, soprattutto da autotrasporto ma anche di semplici autovetture, qualcuno addirittura parzialmente bruciato. Il tutto si traduce in un inquinamento di superficie e sotterraneo che rischia di mandare in fumo gli sforzi per presentare Follonica come città pulita ed ospitale. Il panorama non muta di molto se si percorrono le strade delle campagne più ad est, come ad esempio vicino agli orti di Fontetonda o al confine con il comune di Scarlino: per una discarica scoperta e bonificata ne spunta subito un’altra, magari a pochi metri di distanza. Una guerra che appare già persa ancor prima di iniziare a combatterla.
Michele Nannini
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