Sicurezza
Lettera con l’esplosivo al direttore di Equitalia
Intercettata dal centro di smistamento di Firenze, contiene una polvere sospetta Nessuna rivendicazione e nessuna minaccia: la busta arriva da Napoli
La lettera è arrivata a Grosseto qualche giorno fa. Alla sede di Equitalia, però, non l’aveva consegnata un vettore autorizzato, e, con i tempi che corrono per la società di riscossione tributi, da via Gorizia quella busta è arrivata dritta al centro di smistamento regionale di Firenze. Dove esiste una specie di radiografo, che ne analizza il contenuto. Ieri mattina, la scoperta: qualcosa di strano dentro a quella busta inviata da Napoli al direttore Renzo Giannoni c’era davvero. Una polvere, che potrebbe essere esplosivo ma anche gesso. Terrorismo, comunque.
Al centro di smistamento fiorentino sono arrivati i carabinieri e i vigili del fuoco che si sono guardati bene dall’aprire il plico. La busta con quella polvere sarà analizzata dal centro specializzato di Foggia o di Frosinone e i risultati saranno disponibili tra qualche giorno. Solo allora il direttore di Equitalia Grosseto Renzo Giannoni saprà se quella lettera conteneva solo un avvertimento o poteva essere davvero pericolosa. Lui, ieri mattina era a Firenze per una riunione, quando ha saputo di quella busta che era transitata da Grosseto qualche giorno fa.
Una brutta storia, che non ha scosso più di tanto il direttore. Giannoni non parla, è allineato come tutti i dirigenti della società di riscossione tributi che da qualche mese sono sotto tiro.
Ma in città, il direttore non ha mai ricevuto alcuna minaccia. Magari, non è stato risparmiato da qualche battutaccia, da qualcuno che, sapendo del suo ruolo in Equitalia, lo ha apostrofato chiamandolo “strozzino”. Non tira una bella aria nella sede di Grosseto della società, come non tira in tutti gli altri centri direzionali d’Italia. Eppure, Giannoni, dirigente dal 1994, dopo aver diretto tredici sedi in Italia, è tornato nella sua città dove ha soltanto fatto il suo lavoro.
In città, i dati parlano chiari. Chi ha bussato alla porte del direttore ha trovato qualcuno dall’altra parte che ha aperto e che ha trovato soluzioni su misura per rateizzare gli importi, per evitare che gli interessi peggiorassero la situazione di tanti contribuenti. Probabilmente, anche questo modo di lavorare, non è bastato ad evitare al direttore grossetano di essere sotto tiro.
Senza considerare il servizio svolto dalla società: sia le riscossioni, che le indagini che gli interessi vengono decisi dallo stato e non dalla società.
A Grosseto, di accertamenti importanti e di pignoramenti, Equitalia ne ha fatti: l’ex Mabro, Teletirreno, Quercia. Ma alla sede, tutti sono sicuri che queste operazioni non c’entrino nulla. Nessuno, tra gli amministratori delle grandi società, manderebbe una busta con la polvere direttamente al numero uno di Equitalia Grosseto. Ora spetterà ai carabinieri capire da dove quella lettera è partita, e perché.
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