Il Tirreno

Grosseto

Dal Cda di un’azienda a cameriera

Alto il livello di chi cerca impiego stagionale: tanti i laureati che non trovano altro

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GROSSETO

Una cosa è certa: il livello dei curricula vitae presentati dai candidati è salito.

Laureati, spesso con specializzazioni e master al seguito, si trovano a dover fare i conti con una realtà che non guarda in faccia a nessuno. La crisi, prima finanziaria, poi economica, è entrata pian piano sempre più dentro la vita della gente, segnandone le abitudini e spegnendone i sogni.

È così che, spinti dal bisogno, sono sempre di più i giovani che si trovano a dover cercare un posto che proprio nulla ha a che vedere con ciò per cui hanno sgobbato per nottate intere, sbattendo il viso piegato dal sonno sui tomi universitari, mandati giù a suon di caffè. Camerieri, lavapiatti, aiuto cuochi e parcheggiatori: un esercito di figure per cui non occorrerebbe avere particolari nozioni accademiche, eppure si ritrovano tutti lì, laureati e non, a fare la fila per ottenere quel minimo di posto, retribuito poco ma regolarmente, magari in attesa di tornare a riscuotere la disoccupazione.

È a loro che va ad aggiungersi la marea di lavoratori stranieri, anche se, alla sala Eden, ne abbiamo visti pochi: gli impieghi un tempo snobbati dagli italiani tornano ad essere richiesti. Segno dei tempi. Certo, qualche risposta positiva le aziende la danno: 162 imprese che offrono lavoro sono un'enormità e, al tempo stesso, un'anomalia. Ma capita che le richieste siano a dir poco bizzarre, come quando si cercano apprendisti con esperienza. Qui la domanda è sempre la stessa: ma se mi assumi con un contratto di apprendistato, come mai vuoi che abbia anche esperienza? Magari è solo un modo per risparmiare...

A fronte di queste bizzarrie vi sono annunci seri, come quello del noto ristorante Emilio al mare: «Cerchiamo uno chef de Rang - spiega il titolare - abbiamo già visto qualche buon curriculum. In ogni caso è fondamentale che la persona abbia voglia di crescere insieme all'azienda e sia umile». Anche il proprietario dello Strike cerca chef e addetti alla cucina: «Credo sia sempre un bene investire nelle risorse umane, voglio gente giovane». C'è anche chi è tornato alla Borsa mercato dopo l'esperienza positiva dello scorso anno, è il caso dei titolari dello Speroni Catering che, nel 2011, assunsero sei persone proprio grazie all'evento organizzato dall'Ebtt: «Il livello dei curriculum è aumentato, si è rivolta a noi anche una signora di Torino che, sino a pochi mesi fa, era nel Cda di una grossa azienda, si è proposta come cameriera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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