Il Tirreno

Grosseto

Calidario e centro civico ecco i progetti per Roselle

di Guido Fiorini

Dopo il blitz di “Striscia” il sindaco Bonifazi illustra le novità in programma «Noi faremo scuola, palestra e servizi, i privati la piscina termale»

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GROSSETO

Un “calidario” e un centro civico per Roselle: questo il progetto del Comune per l’orrendo scheletro delle Terme, quel mostro in cemento armato e mattoni che da decine d’anni convive accanto ai resti degli Etruschi. «L’ideale sarebbe raderlo al suolo – scherza Emilio Bonifazi – ma non si può...» E certo ai grossetani, e ai rosellani in particolare, l’idea non dispiacerebbe affatto.

Lunedì sera, a Striscia la Notzia, incalzato dall’inviato in bike della popolare trasmissione di Canale 5, Vittorio Brumotti, il sindaco Emilio Bonifazi ha spiegato il progetto. Difficile farlo in pochi secondi, mentre sullo schermo scorrevano le immagini del gigantesco scheletro, così il primo cittadino ci ha chiarito il suo pensiero. E l’idea della giunta, inserita nel Regolamento urbanistico. Quando ci sarà, è ovvio...

«La storia di quella “cosa” – spiega Bonifazi – risale agli anni ’70 quando fu costruita e sono in tanti ad avere delle responsabilità. Poi c’è stata la società Rosellae Terme che, agli inizi del 2000, pensava ad un progetto faraonico del quale, come spesso accade in questi casi, non si fece nulla. Il loro arbitrale con loro, per quanto impugnato, ci ha dato ragione. E noi stiamo pensando a qualcosa di diverso, di meno colossale, ma più funzionale».

Com’è il progetto?

«Il manufatto è di circa 24mila metri cubi. Altrettanti possono essere realizzati a fianco. In queste cubature pensiamo a due cose distinte: da una parte, con autofinanziamento del Comune, sarà realizzato un centro civico per Roselle, con la nuova scuola, una palestra, un po’ di servizi. Crediamo che la frazione ne abbia bisogno».

E nell’altra metà?

«Crediamo che, vista la presenza di molta acqua termale, si possa realizzare un “calidario”, una cosa simile a quella di Venturina. Questa, ovviamente, dovrebbe essere fatta con i privati, con un “project financing” da un milione di euro, massimo un milione e mezzo. Insomma, un centro termale che possa essere aperto tutto il giorno, con una piscina e un termario. E che, pian piano, possa espandersi».

Quindi largo all’iniziativa privata.

«Il Ruc prevede proprio questo. Se ci sono dei privati disposti ad investire nella zona, visto che l’acqua termale non manca, sono i benvenuti».

I tempi quali sono?

«Per la nostra parte non nel 2012. Ma nel 2013 pensiamo che sia possibile partire. Almeno i nostri programmi sono questi. I privati, dopo l’approvazione del regolamento urbanistico, possono presentare i loro progetti. Crediamo che tutta l’area possa essere riqualificata e dare vantaggi alla città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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