La protesta
Bonifazi assicura: «Entro giugno il via al regolamento»
La risposta agli architetti: «Ritardi dovuti alle osservazioni di Regione e Provincia, le ultime firmate proprio da Pettini»
GROSSETO
«L'analisi delle osservazioni al regolamento urbanistico è in corso, non è un lavoro semplice né veloce, l'amministrazione deve tenere conto di tanti aspetti, delle osservazioni della Regione e della controversa norma sulle zone a rischio idraulico inserita nella finanziaria regionale».
È il succo della lettera con cui il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi risponde alle bacchettate ricevute dagli architetti grossetani. Il primo cittadino ritiene di poter portare il regolamento urbanistico in approvazione, in consiglio comunale, entro il mese di giugno e il principale ostacolo, spiega, non sono le circa 1.200 osservazioni presentate dopo l'adozione «molte delle quali – dice il sindaco – sono dei doppioni», ma il problema sono le osservazioni che hanno presentato la Provincia e, soprattuto, la Regione.
Se per le osservazioni dei privati gli uffici stanno andando avanti speditamente da dicembre «a una media – dice Bonifazi – di 15 osservazioni esaminate e 15 controdeduzioni al giorno» il che significa che in quattro mesi il lavoro sarebbe esaurito, più lungo, e per certi versi più incomprensibile, è il lavoro che deve essere fatto sulle osservazioni istituzionali. «Il regolamento urbanistico – dice Bonifazi – è stato redatto passando attraverso una conferenza dei servizi permanente con Regione e Provincia, tanto che ci ha fatto specie che sia Regione che Provincia ci abbiano fatto delle osservazioni pesanti, che potevano venire fuori prima», e per inciso il sindaco fa notare che Pietro Pettini, il presidente dell'ordine degli architetti di Grosseto, che ha inviato la lettera con cui sollecitava a velocizzare l'approvazione del regolamento urbanistico «è anche colui che ha firmato le osservazioni della Provincia» e sottolinea, Bonifazi, che tra l'altro «le osservazioni della Regione demoliscono anche il Ptc, perché dicono che a causa del rischio idraulico non si può fare niente a Braccagni, dove Pilt e polo agroalimentare sono sempre stati i cavalli di battaglia della Provincia, questioni su cui era già stato fatto un accordo».
Il Comune ha chiesto un incontro con il presidente della Regione Enrico Rossi e l'assessore all'assetto del territorio Anna Marson, per capire dove la Regione voglia andare davvero. Non sembra, infatti, che ci sia identità di vedute tra Rossi e l'assessore dell'Idv sul futuro della Maremma. Poi c'è la mannaia della norma regionale sulle zone a rischio idraulico. E «se alle osservazioni, anche quelle della Regione – dice Bonifazi – si può anche rispondere con un no, una legge va applicata». Per questo il dirigente all'urbanistica del Comune di Grosseto, Marco De Bianchi, ha subito scritto, a metà gennaio, al genio civile, sottolineando l'incertezza interpretativa sull'applicazione della norma in sede di programmazione urbanistica, dal momento che sembra che il legislatore abbia inteso non ammettere alcuna edificabilità nelle aree interessate, così come non dice nulla sui piani di miglioramento aziendale già approvati, facendo pensare a un blocco totale. Insomma, nodi da sciogliere prima possibile. E in questo quadro Bonifazi dice di essere disposto a prendersi «le tirate di orecchie per qualche ritardo che può esserci stato», ma non accetta che si dica che l'economia è ferma solo perché non c'è il regolamento urbanistico. «Ci sono 48 lotti bloccati sull'Aurelia Nord e non è colpa del Comune, ci sono 11 alberghi da ampliare e nessuno parte: non si dica che la città è ferma perché non si porta avanti il regolamento urbanistico».
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