Toscana
Biogas a Capalbio, la Provincia tira il freno
Rispedito a Sacra il progetto: non è abbastanza dettagliato. Salta la conferenza dei servizi
CAPALBIO
La Provincia di Grosseto, dopo aver analizzato il progetto presentato dalla società Sacra, lo ritiene incompleto e carente delle informazioni necessarie a dare il via alla realizzazione dell’impianto a biogas in località Origlio.
Con una nota del 6 febbraio scorso gli uffici dell’Area ambiente informano anche il Comune di Capalbio delle lacune presenti nella documentazione allegata alla richiesta di via libera per l’opera. Le carenze rilevate appartengono soprattutto alla sfera ambientale: si va dalla mancanza di analisi di impatto, in riferimento a relazioni tra fertirrigazione e fertilizzazione, all’assenza di un esame dettagliato sui trasporti e sulle loro conseguenze sul territorio circostante, alla sostenibilità della falda acquifera, con protocolli di lavoro non condivisi da Arpat e Provincia di Grosseto, alla scarsa chiarezza sulle quantità di azoto riversate sul terreno con il digestato, per finire con le carenze sul piano di prevenzione per la posa dei tubi.
Tutte osservazioni che erano state sollevate dal comitato dei cittadini, riuniti per la tutela dell’ecosistema. Sospesa dunque la conferenza dei servizi prevista per ieri, dalla quale sarebbe probabilmente partita la procedura unica per il nulla osta ai lavori.
Che la ditta Sacra sia stata un po’ frettolosa è opinione condivisa anche dal sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, che si fa garante della trasparenza dei procedimenti amministrativi sui quali le scelte politiche non hanno nessuna incidenza. Trattandosi dell’applicazione di norme tecnico-amministrative dettate dalla legislazione nazionale, il sindaco si affida a Provincia, Regione e Arpat perché siano date le giuste linee guida ai proponenti, in questo caso la Sacra, nel rispetto delle procedure di legge.
«Che si tratti di un’area molto delicata era a conoscenza di tutti – spiega Bellumori – la politica nazionale incentiva questi impianti, ne è la prova il procedimento unico di approvazione, è giusto però che siano messe delle restrizioni a salvaguardia delle zone di particolare pregio ambientale come la nostra».
Il comune ha intanto avviato la procedura di verifica della legittimità della determina che ha approvato il progetto di miglioramento agricolo ambientale. Starà ora a Sacra ripresentare le analisi, nella consapevolezza che la sua domanda potrebbe ricevere parere negativo. I tempi, comunque, si allungano, e il comitato può sentirsi tranquillo, se non altro per i prossimi 90 giorni. (c.d.v.)
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