Il dolore
Bar al Cassero, miraggio lungo 12 anni
Per tutti è la soluzione all’abbandono della fortezza, ma dal 2000 ad oggi solo annunci disattesi da due amministrazioni
GROSSETO
Com’è lo fanno il caffè al bar del Cassero? La domanda è in attesa di risposta da dodici anni e mai tazzina fu più sofferta in città. A scadenza più o meno annuale, sindaci e assessori che si sono succeduti alla guida del Municipio hanno continuato ad annunciare l’imminente apertura di un bar, un caffè o una caffetteria nella fortezza grossetana, stuzzicando le narici dei cittadini con miraggi d’aroma arabico per poi abbandonarle alla solita, diversa fragranza “eau de mura”.
Quello del bar al Cassero è solo il primo dei “grandi incompiuti” che compongono la storia recente delle mura medicee e dei quali ci occuperemo nei prossimi mesi. Non certo il più grave ma da questo vogliamo cominciare per due motivi. Il primo è che, visto il recente diniego del Ministero a proseguire la costruzione della caffetteria sul bastione Maiano, avere un bar sul Cassero non sarebbe una cattiva idea. Il secondo è che il mai nato bar è l’esempio più lampante di come, sulle mura, le amministrazioni comunali che si sono succedute (Antichi più Bellettini prima, Bonifazi poi) siano “riuscite a non riuscire” in un progetto tutto sommato semplice come aprire un bar.
Premessa: in Municipio tutti, nessuno escluso, ritengono il bar al Cassero la chiave di volta per il definitivo recupero del monumento: dentro gente, fuori i vandali. Dal dire al fare, però, ci sono mille intoppi, più insormontabili di una fortificazione medicea da espugnare. Queste le tappe della battaglia. 15 settembre 2000: «Gli spazi interni (del Cassero) saranno utilizzati come locali espositivi, corredati da un punto di bar e ristoro di quaranta metri quadri», spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Agresti (giunta Antichi, centrodestra). 26 novembre 2003: «Dare in concessione gli spazi all'interno del più importante e imponente monumento storico cittadino riflette la volontà dell'attuale amministrazione di valorizzare, ma anche di rivitalizzare il centro antico di Grosseto. Senza dubbio l'apertura di un bar e di uno spazio per gli spettacoli darà a tutta quest'area un nuovo impulso vitale, in particolare nel periodo estivo» ri-annuncia il suo collega al Patrimonio, Luigi Colomba. 14 gennaio 2004: «La giunta comunale ha appena dato il suo assenso al bando per la concessione e la gestione di un cinema all'aperto e di un bar nell'antica area delle mura medicee», informa il Comune. Il cinema arriva, il bar no.
Tre anni più tardi la giunta è cambiata, con il sindaco di centrosinistra Emilio Bonifazi. Ma la musica è stessa: «Il sindaco Bonifazi va avanti. Tra le iniziative, la più interessante è un caffè in grado di attrarre gente anche di notte» (21 aprile 2007); «Torna a farsi largo la prospettiva di un vero e proprio bar all'aperto nei mesi estivi, ma anche e soprattutto di una presenza umana “positiva” per l'intero arco dell'anno» (4 marzo 2008); «Rendere vivo il cassero mediante l'attivazione del bar è un'idea che non abbiamo abbandonato» (13 febbraio 2010); «A giorni partirà il bando per trovare un gestore per il bar che aprirà nella piazzetta dopo la seconda rampa di scale. Anche in altre due parti delle mura saranno allestiti punti di ristoro da dare in gestione come già avviene con il bar al parco Ombrone» (9 maggio 2010): «Ci si potrebbe aprire un bar», commenta l’assessore Giovanna Stellini appena lo scorso 12 ottobre. Quell’aroma di arabica, però, ancora non si sente. I cittadini, pare, sono stati presi davvero per il naso.
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