Il Tirreno

Grosseto

ALLARME SENZATETTO

Non vuole un riparo: angoscia per il clochard della cabina

GROSSETO L’emergenza gelo ha un volto nascosto, ma non per questo meno allarmante. È il volto della povertà e dei senzatetto, che con le temperature di questi giorni, dormendo all’addiaccio,...

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GROSSETO

L’emergenza gelo ha un volto nascosto, ma non per questo meno allarmante. È il volto della povertà e dei senzatetto, che con le temperature di questi giorni, dormendo all’addiaccio, rischiano la vita.

A Grosseto città sono circa una trentina le persone in questa situazione. E già da tempo si è messa in moto la macchina della solidarietà: il Comune, la Società della Salute, la rete delle associazioni e delle parrocchie, monitorano costantemente il territorio e offrono aiuto. In questo modo tutti i soggetti “a rischio” sono stati intercettati e accolti in vari centri cittadini: nell’alloggio comunale di via Emilia, alle Querce di Mamre, in via De Amicis...

I controlli alla ricerca di bisognosi continuano senza sosta, ma resta da risolvere una situazione particolarissima che tiene in apprensione molti cittadini e lo stesso Comune.

È il caso di Reinhard, 53enne clochard tedesco (o almeno lui dice di essere nato in Germania) che da almeno cinque anni “vive” nella cabina telefonica di piazza De Maria.

Un uomo mite e benvoluto da molti residenti e commercianti della zona, che da sempre lo aiutano come possono. Ma che nessuno, in questi anni, è mai riuscito a convincere a venir via da lì.

«Sono davvero molto preoccupato per lui», dice il sindaco Emilio Bonifazi. «I nostri servizi sociali hanno fatto tante relazioni e più volte abbiamo provato a convincerlo a utilizzare qualche centro di accoglienza, ma lui rifiuta sempre». Reinhard non commette reati, non è pericoloso per la pubblica incolumità, insomma è un libero cittadino («e ormai di fatto anche un cittadino grossetano») al quale nessuno può imporre scelte con la forza.

«È rimasto il solo, in queste ore, a dormire per strada», continua Bonifazi. «E questa cosa mi fa stare male. Mi sento impotente, ogni giorno qualcuno del Comune, me compreso, va lì, ma niente. Una sola volta ha dovuto accettare un ricovero in ospedale per una psoriasi, ma poi è subito scappato».

Reinhard è un “omone” tanto grande quanto timido e riservato. Forse una stanzetta tutta per sé, dove passare questi giorni di gelo, l’accetterebbe. Il sindaco non lo dice, ma se qualcuno si facesse avanti, ci si potrebbe provare... (e.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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