Italia
Centro commerciale, fumata nera
Nuova rottura fra negozianti davanti all’assessore: i tempi si allungano
GROSSETO
La prima differenza fra il Centro Commerciale “artificiale”, cioè l’Aurelia Antica e il Centro Commerciale naturale, cioè i negozianti del centro storico, è chiarissima: nel primo tutti remano nella stessa direzione. E non potrebbe essere altrimenti. Nel secondo regnano le divisioni, le ripicche, le urla, gli interessi particolari messi avanti a quelli di tutti.
Così, se da una parte l’Aurelia Antica funziona, dall’altra il Ccn è sempre più lontano dal nascere. Poi tutti portano le proprie ragioni, tutti hanno ragione, ci mancherebbe altro. Certo è che non nasce.
La riprova si è avuta in questi giorni. Nella riunione di venerdì alla Camera di Commercio sono volate parole grosse. C’era un accordo ed era nata un’associazione, che comprendeva anche i Ccsi, tanto che la vicepresidenza era andata a Enrico Collura e per la presidenza era stato scelto il “neutrale” Andrea Marchionni.
Ma ieri, di fronte all’assessore al commercio Cerciello, c’è stata l’ennesima rottura. I Ccsi, con Giampaolo Baldi, hanno diffuso un comunicato con il quale chiariscono che, per ora, il Ccn non si può fare: «Non sono più i tempi in cui i commercianti prendono tutto quanto viene loro proposto La cosa giusta da fare sarebbe un’assemblea aperta a tutti gli operatori alla presenza di un notaio e con una bozza di statuto».
Insomma, l’associazione nata per costituire il Ccn, in collaborazione con Ascom e Confesercenti, e con i loro Cat, quasi indispensabili per avere i fondi regionali, non va più bene.
«Il percorso si allunga - dice Simone Baldassarri, di Ascom – ma le basi ci sono. Certo serve una piena condivisione e va spiegato bene cos’è il Ccn. Non è solo un “eventificio”, ma si occupa, per esempio, anche di formazione e di arredo urbano. Sarebbe importante, ma bisogna essere tutti d’accordo».
«Stiamo lavorando ma ci vorrà tempo – conferma Gloria Faragli, di Confesercenti –. Era nata un’associazione e c’era accordo sul perimetro. E c’è anche la volontà di far partecipare tutti. Ma per creare e gestire un Ccn serve unità di vedute fra tutti. E questa ancora non c’è».(g.f.)
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