Il Tirreno

Grosseto

«Nell’emergenza la Provincia è servita»

di Guido Fiorini
«Nell’emergenza la Provincia è servita»

L’assessore Tiziana Tenuzzo si discosta dal suo partito, l’Idv: «Abolirle sarebbe solo una scorciatoia»

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GROSSETO

L’emergenza della Costa Concordia, con la prima drammatica notte e il primo weekend di caos totale, ha dimostrato quanto, in Maremma, la Provincia sia istituzione fondamentale.

Il coordinamento delle prime ore, quando ondate di centinaia di naufraghi arrivavano al Giglio e all’Argentario. è stato tutto in mano al presidente Marras, al prefetto Linardi, alla macchina (provinciale)della Protezione civile. Lo Stato, quello di Roma per capirsi, si è accorto del Giglio solo il lunedì.

Proprio questa analisi è lo spunto per l’assessore Tiziana Tenuzzo, esponente di quell’Idv che ha fatto proprio dell’abolizione delle Province un cavallo di battaglia, per dire che, in fondo, la riorganizzazione della macchina statale deve essere vista in un disegno complessivo.

E tagliare “solo” le province sarebbe riduttivo, potrebbe sembrare quasi una manovra da fumo negli occhi.

Assessore, due parole sul suo lavoro in questi due anni e mezzo. Siamo a metà mandato.

«Abbiamo fatto molto nell’ambito delle pari opportunità, aprendo percorsi per aiutare le donne a conciliare la propria vita con il lavoro. Un paio di esempi: i voucher per la cura dei figli per le donne lavoratrici e gli incentivi alle aziende che fanno contratti flessibili alle madri. Sono molto soddisfatta anche di quanto fatto, insieme a Gabriella Lepri, per il centro antiviolenza. Un tema che a volte rischia di essere dimenticato».

Lei si occupa anche di giovani.

«Il progetto portante è Giovanisì, insieme alla Regione e al Centro per l’impiego: ci sono fondi e opportunità lavorative. Mi dispiace di non avere potuto ripetere, per i tagli e quindi per mancanza di fondi, l’esperienza del Nightbus nel fine settimana d’estate. Era stato un successone, ci riproveremo quest’anno. Inoltre stiamo portando avanti “microprogetti” con la facoltà di archeologia, che coinvolgono gli studenti, dalle elementari fino all’università».

Veniamo alla Provincia. L’8 c’è il consiglio straordinario, rinviato perché il 30 qui c’era da parlare di altro...

«Il 30 abbiamo affrontato il tema della Costa Concordia, un’emergenza per tutta la Maremma che ci porteremo dietro a lungo, temo. Vorrei sottolineare che, nella gestione del disastro, la Provincia e la Protezione civile sono state fondamentali. Un coordinamento che non avrebbe potuto fare nessun’altro in modo così efficiente. Il presidente Marras, fianco a fianco con il prefetto, hanno messo in moto una macchina che ha avuto pochissime sbavature. Insomma, non si può dire che la Provincia non serva, soprattutto in un territorio vasto e variegato come la Maremma».

Però il suo partito vuole abolirle...

«Credo che tutta la politica abbia bisogno di un cambiamento, un “colpo di reni morale”, un ricambio della classe dirigente. Insomma, serve una revisione complessiva, partendo dai livelli più alti. E la macchina statale va riorganizzata con un quadro complessivo, non solo abolendo le Province. Anzi...»

Anzi?

«Voglio dire che si rischia che l’abolizione delle Province sia solo un contentino, una scorciatoia. Non è certo in Provincia che ci sono gli sprechi o che si forma la “casta”. Insomma, sono d’accordo con il mio partito che serva una revisione della macchina statale, partendo dal dimezzamento dei parlamentari, ma questo Ente può ancora essere utile, soprattutto in realtà come la nostra. Certo, quando la Provincia si identifica con una città metropolitana è diverso. Ma la Maremma è vasta, serve un coordinamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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