Il Tirreno

Grosseto

Borghi non ci sta: «Quell’Ici è dovuta»

di Enrico Pizzi
Borghi non ci sta: «Quell’Ici è dovuta»

Il vicesindaco chiarisce: abbiamo valorizzato dei terreni, è normale che aumenti quanto si deve pagare

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GROSSETO

«Non c'è alcun errore da correggere nella vicenda dell'Ici sui terreni agricoli resi edificabili dal regolamento urbanistico». L'attacco dell'opposizione di centrodestra ha mandato su tutte le furie l'assessore ai tributi Paolo Borghi. In particolare la questione della possibilità, data a voce, di pagare il 50% di quanto richiesto dal Comune aveva inviato ai proprietari dei terreni «è una non questione». Borghi spiega che la riunione del 13 dicembre scorso fu indetta da un consorzio di proprietari che, con un proprio perito, fece presente che avrebbe realizzato solo la metà di quanto previsto dal regolamento urbanistico. Di fronte al dimezzamento del valore commerciale dei terreni ai proprietari è stato detto di pagare la metà dell'Ici richiesta. E l'assessore chiarisce anche che lo stesso si farà per chiunque, con una perizia, dimostrerà che il valore del proprio terreno è diverso da quello calcolato dal Comune.

Borghi parla di «faccia tosta del Pdl, ormai assente da anni dal dibattito sulla città» che «sceglie un tema facile e popolare per aggredire con falsità e manifesta ignoranza l'Amministrazione». L'assessore ricorda che a prevedere l'Ici sugli orti era stato proprio il piano strutturale del centrodestra e «alcune persone - dice - pagano infatti l'Ici già da prima dell'adozione del regolamento urbanistico».

L'assessore mette in evidenza che la stragrande maggioranza degli interessati ha capito al convenienza di avere un terreno valorizzato e ha già pagato. «Se davvero qualcuno non voleva che il proprio orto o terreno venisse valorizzato - dice - saremmo stati sommersi di osservazioni per togliere la valorizzazione, cosa che non mi pare sia avvenuta. Anzi, ci sono nuove richieste di valorizzazione».

Se, poi, qualche errore c'è stato «come quello - ammette Borghi - che probabilmente c'è su un'area, se una perizia dimostrasse che il valore di certe aree fabbricabili non dovesse essere quello previsto, comunque provocherebbe un minore introito al comune di nemmeno 100mila euro e non di mezzo milione di euro come qualcuno prova a dire».

Borghi dice di non voler accettare lezioni «da un centrodestra che ha provocato decine di milioni di euro di buco a questa città, che quando governava ha chiesto il sette per mille come aliquota fissa anche alle prime case». E per quanto riguarda l'Imu, Borghi ricorda che è stato deciso da «un Governo costretto a raschiare il fondo del barile svuotato da Tremonti e, oltretutto, ha solo anticipato l'introduzione di un prelievo già previsto nel federalismo fiscale firmato Pdl e Calderoli». Nel merito «la giunta saprà diversificare il prelievo salvaguardando le categorie sociali ed economiche più esposte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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