Il Tirreno

Grosseto

Una coltellata al cuore dalla rivale in amore

Una coltellata al cuore dalla rivale in amore

La donna ferita si è messa in mezzo per difendere il suo compagno «So che mi tradisce ma l’ho protetto soltanto perchè lo amo»

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di Francesca Gori

GROSSETO

«Che cosa ci fai qui? Chi è questa donna?». Sono le uniche domande che Cristina ha rivolto a Georgij davanti alla sua convivente. Poi ha preso un coltello, di quelli che si utilizzano per affettare il prosciutto, e ha cercato di colpirlo. Ma davanti a quel fendente si è parata lei, Mihaela, 36 anni. È stata colpita vicinissima al cuore. La lama non è penetrata fino in fondo. Quella coltellata avrebbe potuto ucciderla.

Una storia di amore, di passione, di corna e di sangue.

Tutto è cominciato venerdì sera all’ora di cena. Georgij Gangal, 33 anni di origini romene, da un paio di mesi non viveva più con la sua compagna, Ionel Mihaela Faraoni. Lei, nonostante i due figli avuti dall’uomo, aveva deciso di lasciarlo. «A lui piacciono le donne - dice con un filo di voce - è fatto così». Dopo l’ennesima scappatella dell’uomo che lavora come stagionale nei vivai della zona, Mihaela ha alzato la testa e ha detto basta. Lui se n’è andato da quel monolocale preso in affitto all’agriturismo l’Arcobaleno del Terzo, a poche centinaia di metri da Roselle. Poi è tornato, ma in una stanza accanto a quella della ex convivente.

Venerdì sera Mihaela e Georgij stavano per cenare insieme. Si erano lasciati, sì. Ma lei è ancora innamorata e lui con quella donna con la quale ha convissuto sette anni, tre in Romania e quattro a Grosseto, ha due figli, di sei e quattro anni. I bambini non ci sono, sono rimasti in Romania con i nonni. Lontani da quelle storie di tradimenti, lontani dalla violenza che si è scatenata in quel piccolo monolocale riscaldato con una stufetta elettrica. Un letto con una coperta marrone, di quelle di lana che tengono caldo, una cucina, i fornelli separati e le lucine a comporre un albero di Natale immaginario sulla parete di casa, addobbato con qualche adesivo di auguri per rendere quella stanza una casa.

Georgij è al computer portatile, ancora ieri aperto sul tavolo. Mihaela invece è in piedi, sta piegando le lenzuola appena lavate sul letto.

Sentono bussare alla porta, che è aperta. Entra una donna di quarant’anni circa. Quella donna è Cristina Lodovichi, abita al Poggio. Mihaela dice di averla vista sì e no un paio di volte, in giro. Non sa chi è.

Cristina si scaglia contro Georgij, chiede come mai è in quella stanza, vuol sapere chi è quella donna. «La mia fidanzata», risponde il trentatreenne. La donna non ci pensa nemmeno un attimo e impugna il coltello. Si scaglia contro Georgij, colpisce Mihaela. Un fendente dritto al cuore che però penetra soltanto per due centimetri. Poi un altro colpo: questa volta Mihaela si sposta e viene presa dalla lama di striscio.

La trentaseienne romena cade per terra, svenuta. La sua maglietta è completamente intrisa di sangue. Il tono della voce si alza, Georgij grida e riesce a immobilizzare quella donna che gli è piombata a casa all’improvviso. La getta per terra e con i cavi dello stereo la lega stretta. «Stavo cercando di farla salire in auto - dice - per portarla ai carabinieri e raccontare quello che era successo». Un gesto istintivo, quello del trentatreenne romeno. Con Mihaela c’è un amico della coppia che abita nella casetta vicina alla loro e che è corso subito in quella stanza a vedere cosa stava succedendo. È stato lui il primo a soccorrere la donna, a cercare di fermare con l’acqua fredda l’emorragia che aveva già creato una pozza di sangue sul pavimento del monolocale.

Georgij non ha fatto in tempo a consegnare la donna che ha aggredito la sua ex convivente alle forze dell’ordine. La polizia è arrivata prima all’agriturismo, chiamata dal proprietario della struttura che ha sentito quelle urla ed è corso a vedere cosa stava succedendo. Al Terzo arriva un’ambulanza del 118 che porta Mihaela all’ospedale. Se la caverà con tre punti di sutura esterni e con due interni. Dieci giorni di prognosi.

Gli uomini delle volanti trovano la donna legata con i cavi dello stereo, consegnata nelle loro mani da Georgij. Cristina Lodovichi è nel carcere di Pisa, la convalida per direttissima è fissata per domani.

Mihaela, all’ospedale, è stata suturata e dopo qualche ora è stata rimandata a casa. Ieri era nel suo monolocale, insieme a Georgij. Lei ha salvato la vita a quell’uomo che la tradiva sistematicamente. Risponde con candore al perché di quel gesto eroico: «Io lo amo, è l’uomo con il quale ho avuto due figli. Mi sono messa in mezzo soltanto per questo». Ora però, Mihaela ha paura e in quell’agriturismo non vuole più restarci. «Il proprietario già venerdì sera ci ha chiesto di andare via - racconta - e io non ho intenzione di restare qui. Quella donna uscirà dal carcere e ho paura. Stiamo cercando un altro posto dove andare a vivere». A Grosseto, o nei dintorni. In qualunque altro posto dove le amanti del suo compagno non possano trovarla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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