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La Finanza contro i furbetti del reddito

La Finanza contro i furbetti del reddito

Accordo con il Comune di Monte Argentario: controlli incrociati per smascherare chi riceve agevolazioni non dovute

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di Emilio Guariglia

MONTE ARGENTARIO

Basta occhi chiusi sui soliti furbetti, più aiuti concreti a chi ne ha davvero bisogno.

È in obbedienza a questa filosofia che il 26 gennaio scorso la giunta comunale di Monte Argentario ha dato il via libera a un’intesa con il comando provinciale della Guardia di Finanza. Obiettivo dell’accordo, che verrà sottoscritto a breve dal sindaco Arturo Cerulli e dal comandante delle Fiamme gialle grossetane, Francesco Greco, è quello di avviare una minuziosa verifica sulla reale ricchezza (o meglio, sulla reale “povertà”) di quei cittadini che dichiarando un reddito particolarmente basso usufruiscono di benefici pubblici: contributi economici, assegnazione di alloggi, riduzioni di rette e tariffe per i servizi.

L’amministrazione comunale di Monte Argentario, che da sempre dice di voler combattere ogni forma di privilegio senza guardare in faccia a nessuno, deve aver evidentemente fiutato che nel monte complessivo delle erogazioni a favore degli indigenti del Promontorio si è infilato anche qualche intruso. Qualcuno, insomma, che a quelle agevolazioni – pagate dagli altri contribuenti – potrebbe non avere diritto. Ecco dunque l’alleanza con la Guardia di Finanza (prevista da leggi dello Stato) per attivare controlli serrati.

«La sensazione che qualche rivolo fuori controllo esista in effetti c’è», conferma Arturo Cerulli. Lasciando intendere che negli uffici comunali vi siano già soggetti precisi sui quali andrà puntata l’attenzione.

Il protocollo d’intesa Comune - Fiamme gialle, d’altra parte, parla chiaro. Il Comune, infatti, si impegna a «fornire al Comando provinciale della Guardia di Finanza i nominativi, o elenchi di nominativi, anche eventualmente attraverso procedure informatizzate, di beneficiari sui quali emergono fondati dubbi sulla veridicità della dichiarazione»; e da parte sua, la Finanza si impegna a «effettuare i controlli sui beneficiari segnalati dall’Ente» secondo le regole proprie di queste indagini e, ovviamente, nel pieno rispetto delle leggi. Ivi compresa quella sulla privacy.

Chi fosse pizzicato con le “mani nella marmellata”, ovverosia con redditi o disponibilità economiche superiori a quelle dichiarate per l’ottenimento delle agevolazioni, rischia grosso. In questi casi, infatti, la Finanza comunicherà al Comune le violazioni amministrative o penali riscontrate, e al tempo stesso chiederà all’Agenzia delle Entrate il recupero delle eventuali violazioni di natura tributaria. Insomma, i “furbetti” non solo dovranno rinunciare all’agevolazione indebitamente percepita, ma potrebbero anche vedersi infliggere multe, essere sottoposti a procedimenti penali e trovarsi a dover restituire (con gli interessi) il maltolto.

Il giro di vite voluto dalla giunta argentarina appare quantomai in sintonia con la guerra all’evasione dichiarata dal governo Monti. E proprio come per le scelte di Monti, è facile prevedere che non mancheranno mugugni e polemiche. «Ma il principio è chiaro, e importante», sottolinea il sindaco Cerulli. «Con questa crisi, la quantità di gente davvero bisognosa aumenta di giorno in giorno. Gente che quotidianamente, ormai, viene a chiedere aiuto in Comune. Anche il Comune, però, di soldi ne ha sempre meno. Dobbiamo correre ai ripari, e l’unica strada è quella di recuperare laddove può annidarsi lo spreco. Credo esistano casi in cui agevolazioni percepite legittimamente in passato, siano poi rimaste lì anche quando la necessità era finita. Non può più accadere, perché in un momento come questo i soldi devono andare a chi è realmente in difficoltà».

Via ai controlli serrati, dunque, per cancellare qualche vecchio privilegio e dare una mano a chi è scivolato nella nuova povertà. Senza voler avviare una caccia alle streghe, fa capire Cerulli, ma con una certezza: «Questo protocollo d’intesa con la Finanza non resterà una semplice dichiarazione d’intenti. Alla firma seguiranno i fatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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