Sicurezza
Il “Casanova” conteso «Mi ha salvato la vita»
Georgij, 33 anni, aveva conosciuto la donna in un bar di Grosseto Da pochi giorni aveva deciso di andare a vivere vicino alla sua ex
GROSSETO
Ricorda vagamente Raz Degan, il bello che ha fatto girare la testa a Paola Barale, anche se le loro vite sono molto differenti. Lui ha 33 anni, è romeno, e da sette anni sta con Mihaela. Hanno convissuto tre anni in Romania, poi hanno deciso di lasciarsi alle spalle la miseria del loro paese per trovare lavoro a Grosseto. Lui in un vivaio, come stagionale, lei invece si arrangia tra mille lavori: fa la badante, la donna delle pulizie, ha lavorato nei campi. Hanno due figli, un maschio e una femmina di 4 e 6 anni che sono rimasti in Romania. Mihaela si è lasciata alle spalle un ex marito e altri quattro figli grandi, una delle quali sposata che abita a Rispescia. Lo ha fatto per seguire quell’uomo affascinante: occhi neri, capelli neri raccolti in una coda di cavallo, passata in testa.
Anche Cristina ha subito il fascino di quel ragazzo più giovane di lei venuto dalla Romania. «L’ho conosciuta al bar - racconta - tra un caffè e una birra. Le ho detto di non innamorarsi di me, che avevo una compagna. Lei mi ha rassicurato, ma poi è successo tutto questo». Georgij il rubacuori non è compiaciuto. «Sei bello, perché non vieni qualche volta a casa mia?», gli avrebbe chiesto la quarantaduenne. «Io sapevo che lei ha un fidanzato - dice - e tre o quattro volte sono stato con lei. Ma non era una relazione, la nostra. Lei sapeva che avevo una compagna, gliel’ho detto tante volte. Se non ci credete vi faccio leggere i messaggi che ci siamo scambiati». Georgij a quella donna piaceva. Lei, più volte, lo avrebbe rassicurato del fatto che non c’era amore tra loro. «Diceva di volermi bene - spiega - il gesto che ha fatto non riesco a spiegarmelo». Le due donne che si sono incrociate venerdì sera in quel monolocale non si conoscevano. La quarantaduenne grossetana, però, ha dimostrato nei fatti quello che a parole non aveva mai confessato all’uomo. Di fronte, però, si è trovata una donna che quell’uomo lo ama così tanto da sacrificarsi. «Mihaela mi ha salvato la vita - dice - fino ad oggi non mi ero mai reso conto di quello che poteva succedere». Come spesso capita nei triangoli amorosi, tutto va bene finché l’altro non sa. Ma il cuore di Mihaela era già stato ferito da quell’uomo con il quale ha vissuto a Vallerotana, a Principina, poi al Terzo. Una vita con le valigie in mano, d’estate nei residence dove non vanno i turisti, d’inverno in quelli da dove i turisti sono già andati via.
Una vita di sacrifici, nella quale una lusinga può anche fare piacere. Georgij non è un pavone che apre la ruota, ma un trentatreenne che una sera ha conosciuto un’altra donna in un bar. «Il massimo che ti posso dare è offrirti un caffè, una birra», avrebbe detto lui a Cristina Lodovichi, dopo esserci stato insieme qualche volta. Lui Mihaela non voleva lasciarla, era il suo rifugio. «Sono stata io a venire via da Vallerotana - dice Mihaela - e trovare questo appartamento. A lui piacciono le donne e io ero stanca di questi tradimenti». Ma Georgij l’ha seguita, ha affittato una stanza accanto a quella della sua ex compagna. Una stanza che la rivale in amore non avrebbe dovuto scoprire. «Non so chi le ha detto che abitavo qui - aggiunge - e soprattutto, che ero a casa con lei». Fatto sta che Cristina l’ha scoperto.
Francesca Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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