Sicurezza
Agresti: «L’attacco dell’Anpi risveglia toni del passato»
GROSSETO Il duro attacco sulla manifestazione sulle Foibe, da parte dell’Anpi, provoca la risposta, peraltro pacata, del coordinatore del Pdl, Luca Agresti. «Difendo con orgoglio e soddisfazione l'ini...
GROSSETO
Il duro attacco sulla manifestazione sulle Foibe, da parte dell’Anpi, provoca la risposta, peraltro pacata, del coordinatore del Pdl, Luca Agresti.
«Difendo con orgoglio e soddisfazione l'iniziativa politica dei giovani del Pdl in vista della Giornata del Ricordo, celebrazione con cui solo da alcuni anni l'Italia commemora in modo degno le vittime delle Foibe e ricorda le vicende del confine orientale. Trovo per questo avvilente l'aggressione polemica dell'Anpi, che ha perso un'occasione per non strumentalizzare eventi e iniziative pensate con lo scopo di pacificare e ricordare, ma che c'è invece chi continua a voler piegare a proprio piacimento».
«La retorica della chiamata a raccolta contro i nuovi fascisti alle porte è offensiva e preoccupante, perché cela un fatto di cui purtroppo dobbiamo prendere atto: per alcuni in questo Paese il passato non passerà mai. L'iniziativa legata alla Giornata del Ricordo ha il solo scopo di tenere viva l'attenzione su una pagina triste e dolorosa della storia italiana, che per lunghi anni i libri di scuola non hanno raccontato, che i giornali e gli scrittori hanno ignorato privando generazioni di italiani della possibilità di sapere e farsi un'opinione. Sulle foibe c'è stata la più dura delle condanne, quella dell'oblio, e non consentiamo che si tenti ancora di perpetuare questo modo di fare».
«Nessuna operazione revisionistica, solo la volontà di ricordare e trasmettere una verità storica. Nessuna volontà provocatoria verso l'Anpi, che con il suo attacco non fa onore a chi in questo Paese, da ruoli di primo piano, ha lavorato per la riappacificazione e la costruzione di un comune sentimento nazionale. Sono più dispiaciuto che indignato, perché ritenevo certi toni ormai consegnati al passato. Non è così, purtroppo».
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