La manifestazione
Tutti assolti per i box abusivi dei cani
Erano sotto accusa le proprietarie dell’immobile, il direttore dei lavori e i titolari delle ditte esecutrici
di Pierluigi Sposato
CAMPAGNATICO
Tutti assolti i cinque imputati per i presunti illeciti edilizi a Poggio Ginepraia -Il Bagno, a Campagnatico: illeciti che sarebbero stati realizzati nella costruzione di alcuni box per cani in difformità con quanto autorizzato nella concessione edilizia, in una zona a vincolo. Tutti assolti perché il fatto non sussiste oppure perché nei loro confronti il reato è stato dichiarato estinto dalla sanatoria. Tra gli imputati c'era anche Giuseppe Concu, legale rappresentante di Nonsoloinfissi, che poco più di un mese fa era stato prosciolto in appello per le villette di Sant'Antonio. Il pm onorario Elena Bartalini, che aveva raccolto l'indicazione del pm Stefano Pizza, aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati: 1 mese di arresto e 2.000 euro di ammenda per il reato edilizio, 8 mesi di reclusione per la violazione del vincolo.
Il giudice Giovanni Puliatti - che ha preso tempo fino all'8 marzo per il deposito delle motivazioni - ha dichiarato l'insussistenza dell'accusa sia per i box sia per il differente posizionamento e la differente realizzazione della strada vicinale di Colle Bresci. Gli accertamenti risalivano al 21 maggio del 2009. Erano imputati Giuliana Berogna e Barbara Vegni, committenti delle opere e socie amministratrici della Gb snc proprietaria dell’immobile; Roberto Serafini, direttore dei lavori; Ezio Catocci, Giuseppe Concu e Roberto Morgiani titolari delle ditte esecutrici delle opere. Nel mirino della Procura erano finiti il permesso di costruire n.35 del 7 gennaio 2005 e la successiva variante in corso d’opera. Le opere sarebbero state realizzate in zona a vincolo paesistico-ambientale, di notevole interesse pubblico, senza che vi fosse l’autorizzazione. Berogna, Vegni, Serafini, Catocci e Concu sono stati assolti per l’illecito edilizio e la violazione paesistica relativi alla strada vicinale perché il fatto non sussiste. Berogna, Vegni, Serafini,Catocci e ancora Concu sono stati assolti con la stessa formula anche per la questione vincolo relativa alla realizzazione dei box. La questione dell’illecito edilizio dei box è stata invece risolta dalla sanatoria.
La Procura aveva invece ritenuto che il reato edilizio e ambientale per entrambe le realizzazioni non poteva essere estinto dalla sanatoria, ambientale e-o urbanistica, nemmeno dalla cosiddetta sanatoria ambientale postuma. Anche perché l’accertamento e la sanatoria riguardavano solo i box dei cani. Così il sostituto procuratore Stefano Pizza aveva fatto anche notare che «l’illegittimità del provvedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica travolge inevitabilmente, determinandone la conseguente illegittimità, anche il permesso in sanatoria rilasciato per le medesime opere».
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Elena Pellegrini, Adriano Galli, Carlo Valle, Alessandro Oneto e Gabriella Sartiani.
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