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Grosseto

Terme al Terzo, parte la ricerca

Terme al Terzo, parte la ricerca

Il proprietario dell’ex azienda comunale ha avviato le pratiche per sondare la presenza di acqua calda

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di Francesca Ferri

GROSSETO

Da vivaio ad albergo, da albergo a resort termale. Potrebbe essere questo il destino del Terzo, l’azienda vivaistica che il Comune di Grosseto ha venduto, e in parte affittato, alla Giorgio Tesi Group lo scorso settembre. O, perlomeno, si sta cominciando a lavorarci.

Il titolare della società vivaistica pistoiese, Fabrizio Tesi, ha avviato le pratiche per ricercare acque termali nel sottosuolo del Terzo, sia nei 60 ettari di sua proprietà sia nei 30 ancora appartenenti al Comune e che Gtg ha in affitto.

Tesi ha sempre ribadito di voler fare solo il vivaista, ma quei 30 ettari ancora comunali, sui quali sorgono diversi edifici, hanno una marcia in più: il Regolamento Urbanistico del Comune di Grosseto prevede di cambiarne la destinazione d’uso e di poterci fare una struttura ricettiva. Non appena il Regolamento sarà approvato, quelle strutture, oggi usate come ricovero attrezzi, uffici e foresteria, potrebbero diventare un grosso albergo.

Anche per questo incuriosisce la richiesta di permesso di ricerca, presentata in Comune il 19 gennaio scorso: con l’acqua termale non ci si possono certo annaffiare le piante. «Infatti non è per questo che abbiamo fatto la richiesta», sorride Fabrizio Tesi. «Ma neanche per farci subito un complesso termale, questo va chiarito. Diciamo che non avevamo alternativa per poter “bloccare” l’area e perciò abbiamo subito messo in moto le pratiche. Ma al momento non c’è niente: siamo solo agli inizi».

Cosa significa “bloccare” lo spiega la geologa Simona Petrucci, direttore della ricerca. «Secondo la legge regionale chiunque può chiedere il permesso di ricerca di acque termali ovunque, anche su proprietà private di altre persone. Nell’area di Terzo un vicino ha già perimetrato 30 ettari. Dunque, per evitare che altri possano, avviare ricerche sul resto della superficie di Tesi, è stata fatta questa richiesta».

La domanda dell’imprenditore pistoiese riguarda quasi 89 ettari; oltre alle superfici di proprietà, la richiesta di permesso interessa anche terreni limitrofi – di una ventina di altri proprietari – che Tesi potrà dunque perimetrare.

La pratica è solo agli inizi. Le carte sono state inviate al Comune che le trasmetterà alla Regione, poi seguiranno diversi passaggi, tra i quali la Via, lo scoglio del bando di sfruttamento (non è detto che chi fa la ricerca possa poi sfruttare l’acqua termale, così dice la legge) e un investimento di 200-300mila euro.

Una cosa è certa: se anche si trovasse acqua nella parte vincolata al vivaio, un’eventuale struttura termale non potrebbe certo sorgere qui. L’acqua andrebbe incanalata e portata nella zona che Tesi, per ora, ha in affitto (la scadenza del contratto è triennale).

Ma se tutto fila liscio, si occuperebbe lui stesso della struttura ricettiva? «Io, oppure un altro imprenditore, non lo so - spiega Tesi - siamo ancora agli inizi». Una cosa è certa: il progetto ha il placet del Comune. «Non sapevo di questa richiesta - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - ma mi fa piacere che si intraprendano delle strade per valorizzare quel patrimonio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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