Il Tirreno

Grosseto

la tragedia della feniglia

«Tenuto sott’acqua 5 minuti»

Oggi l’incidente probatorio per la morte del piccolo Federico

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ORBETELLO

«Tenuto sott’acqua per cinque, forse otto minuti». Sarebbe questo il risultato della perizia medico legale effettuata sul corpo del piccolo Federico Cassinis che sarà discussa oggi al tribunale di Grosseto durante l’incidente probatorio, il primo di due già messi in calendario dal gip Marco Mezzaluna.

Oggi, quindi, in piazza Albegna sarà ricostruita quella mattina del nove agosto, quando Laura Pettenello, la mamma del piccolo Federico, fece salire il suo bambino di appena sedici mesi su un pedalò per andare a fare il bagno alle boe, davanti alla spiaggia della Feniglia.

La quarantaquattrenne romana ha sempre negato di aver ucciso il suo bambino. Ai carabinieri di Orbetello raccontò di averlo visto cadere ina acqua, di averlo tirato subito sul pedalò. Raccontò di un piccolo rigurgito e di quel sonno dal quale il piccolo non si è più svegliato.

Il 21 ottobre, però, i carabinieri sono andati a bussare alla porta della villa romana nella quale vive Laura con il marito, indagato per concorso in omicidio.

Laura Pettenello non ha mai cambiato versione. La sua ricostruzione dell’incidente è sempre stata la stessa. Ripetuta più e più volte. Ma nella perizia medico legale svolta sull’autopsia, stilata dal professor Vittorio Fineschi la verità è un’altra. Federico morì per asfissia da annegamento ma non cadde in acqua per un malore, ci venne spinto da altri - e cioè secondo gli inquirenti dalla madre, arrestata con l’accusa di omicidio volontario premeditato - e che quando venne estratto dall’acqua ormai era già morto. Una verità che si scontra proprio con la ricostruzione data ai carabinieri da Laura Pettenello. Il perito medico-legale ha anche stabilito che l’asfissia in mare, causata a Federico dalla madre, ha modalità compatibili con un precedente episodio, risalente al 13 marzo 2011, quando il bimbo sopravvisse dopo analogo tentativo di annegamento dentro la vasca da bagno di casa. Secondo gli inquirenti anche in questa prima vicenda Laura Pettenello tentò di uccidere il bimbo, ma poi chiamò i soccorsi e Federico si salvò.

In programma c’è anche un secondo incidente probatorio, questa volta sulla perizia psichiatrica disposta sempre dal gip sulle condizioni psichiche della donna.

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