Proteste
Suona l’allarme pesca aste con pochi clienti e norme restrittive
Il maltempo non aiuta i motopescherecci usciti in mare Presentata una mozione per sostenere la categoria
di Renzo Wongher
PORTO SANTO STEFANO
Ci si mette anche il tempo, da ieri veramente cattivo a tartassare la pesca d’altura. La flottiglia della pesca a strascico di Porto S. Stefano è uscita all’alba, ma le imbarcazioni, dopo la prima “cala”, sono rientrate in porto a causa delle avverse condizioni. In serata sono rientrati nove motopesca più grossi: Poseidon, Bora Bora, Real, Uragano, Isabella, Mirella, Ghibli, Anna Pia, Vito e Rosa. Ieri sera pertanto il mercato ittico all’ingrosso ha battuto l’asta per il pescato. Giovedì sera anche se è stato poco il pesce portato a terra (i motopesca erano rimasti quasi tutti a banchina), l’asta è stata battuta regolarmente.
In serata infatti erano stati sbarcati, complessivamente, 1650 Kg. circa di prodotto ittico, soprattutto polpi. Frittura, totani, spernocchie, sugarelli (pesce azzurro) e gamberi. Mediamente il prodotto ha spuntato dai 10 ai 15 euro al kg. I compratori sono stati quasi tutti commercianti locali, ma non sono mancati i compratori di Roma e Milano. Assenti invece i napoletani ostacolati dal maltempo. Il risultato dell’asta è stato considerato soddisfacente dagli armatori che dopo due settimane di assenza sulla piazza santostefanese temevano la diserzione degli acquirenti. Ieri sera lo scenario è stato diverso perché il pescato era di più e di specie più varia. Potrebbe essere stata ostacolata l’affluenza dei grossisti il gelo che minaccia di rendere impraticabile le vie di comunicazione sia da nord che da sud.
Continua comunque sul piano nazionale, la protesta dei pescatori per la crisi del settore precipitata per l’aumento del prezzo del gasolio e per la distanza dalla costa – 1 miglio e mezzo – che deve essere rispettata dai motopesca dello strascico. Come si ricorderà la precedete normativa imponeva di pescare alla distanza di tre miglia dalla costa, oppure su fondali di 50 metri. Per la conformazione delle coste dell’Argentario la batimetrica dei 50 metri corre molto vicino alle scogliere del promontorio e questo permetteva ai natanti, quando il mare ingrossava, di salpare le reti in acque abbastanza ridossate e quindi sicure. Ieri i pescatori di Civitavecchia avevano programmato, insieme ad altre marinerie una dimostrazione davanti a Montecitorio, ma le strade completamente innevate ha impedito ai loro pullman di raggiungere la capitale. C’è invece molta attesa tra i pescatori locali per le decisioni che prenderà la Regione Toscana dopo i colloqui avuti con le marinerie dell’Argentario, di Livorno e di Viareggio. Si mobilità anche la politica locale. A seguito dell’incontro avvenuto in Comune il 30 gennaio tra l’amministrazione comunale e i pescatori dell’Argentario, il sindaco Cerulli ha riunito i capigruppo, concordando con loro, per il prossimo consiglio comunale che si riunirà quanto prima una mozione a sostegno del settore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
