Il dolore
Speronano l’auto della polizia, presi
Inseguimento a Roselle dopo il furto in un capannone Avevano portato via due motori fuori bordo di valore
di Francesca Gori
GROSSETO
Chi sono Vasile Haivaz, 26 anni ed Eduard Pistol, 27 anni la polizia lo sa bene. E quando se li sono trovati di fronte un’altra volta, a bordo di un’auto rubata che ha speronato una civetta della questura finendo fuori strada, gli agenti non sono rimasti troppo stupiti.
La notte di paura e delirio a Grosseto dei due moldavi è finita con le manette strette ai loro polsi. Gli agenti della questura li stavano seguendo da un po’ di tempo. Da quando, lo scorso anno, erano stati arrestati per i furti alle slot machine a Monterotondo. In carcere c’erano rimasti qualche mese, poi il giudice aveva predisposto la scarcerazione. E prima che si celebrasse il processo hanno deciso di tornare di nuovo a colpire.
Mercoledì mattina gli agenti della questura che tenevano d’occhio i due da un po’, hanno visto che la loro attenzione si era concentrata su un capannone nella zona del Terzo, dove c’erano due barche. Per tutto il giorno ne hanno seguito i movimenti e la notte hanno visto i due con l’auto tornare proprio a quel capannone. Non sono intervenuti subito. I due si erano accorti che la polizia stava loro dietro da un po’ di tempo e nelle settimane passate hanno escogitato più di un espediente per seminare gli agenti.
Dal capannone del Terzo, a bordo di due auto, una delle quali risultata poi rubata a Roselle, i due hanno imboccato la strada di Fontebianca. La polizia li seguiva con auto in borghese, ma per fermare la loro corsa hanno dovuto mettere fuori dall’auto il lampeggiante. L’uomo che era a bordo della Suzuky Baleno rubata ha speronato su una fiancata la civetta della polizia. Una manovra che lo ha portato poco lontano. Anzi, che lo ha fatto finire fuori strada. Dopo un inseguimento a piedi, i due sono stati bloccati dagli agenti e arrestati.
Accompagnati al carcere di via Saffi, ieri mattina il gip ha convalidato l’arresto. I due restano in carcere con l’accusa di rapina. Nella loro auto sono stati trovati i due motori delle barche rubati poco prima nel capannone del Terzo. Un furto che sarebbe fruttato loro oltre ventimila euro, e che ha causato almeno duemila euro di danni ai proprietari delle due imbarcazioni. Danni fatti per tagliare tutti i cavi di cablaggio dei due motori. E poi c’è l’auto sulla quale hanno nascosto la refurtiva e che hanno utilizzato per speronare la polizia. Completamente distrutta nell’urto, buona solo per finire dallo sfasciacarrozze.
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