Finanza
Pizza-Leporatti, confronto al riesame
Lunedì a Firenze i giudici esamineranno i ricorsi di accusa e difesa contro l’ordinanza del gip: Schettino non ci sarà
di Pierluigi Sposato
GROSSETO
Sarà il sostituto Stefano Pizza a sostenere lunedì a Firenze le ragioni della Procura di Grosseto che chiede il carcere per Francesco Schettino, il comandante di Costa Concordia naufragata nella notte tra il 13 e il 14 gennaio davanti a Giglio Porto. Il dottor Pizza, che ha partecipato con i colleghi del pool e con i carabinieri del nucleo investigativo e con gli uomini della guardia costiera a interrogatori e audizioni negli ultimi venti giorni, porterà con sé davanti ai giudici della sezione riesame misure personali una serie di memorie, costituite dalle dichiarazioni raccolte dagli investigatori e da documentazione tecnica rinvenuta e studiata insieme ai consulenti tecnici, in primis il capo della sala operativa della capitaneria di porto, Gregorio De Falco. La Procura ha presentato appello contro l'ordinanza del gip Valeria Montesarchio che il 17 gennaio scorso, sciogliendo la riserva dopo l'interrogatorio avvenuto in Tribunale, aveva posto il comandante agli arresti domiciliari nella sua casa di Meta di Sorrento, non convalidando il fermo di indiziato ma ravvisando un'unica ipotesi che giustificasse una forma di restrizione, quella della possibile reiterazione del reato. A giudizio dei magistrati, invece, non solo il fermo doveva essere convalidato ma il carcere (Schettino era rimasto in cella dalla sera del 14 alla sera dello stesso 17) sarebbe pienamente giustificato dalla possibilità di fuga e di inquinamento delle prove.
Lunedì si discuterà, nella stessa udienza, anche il ricorso della difesa di Schettino: e quindi il dottor Pizza troverà davanti a sé l'avvocato Bruno Leporatti e probabilmente anche il collega Salvatore Parascandalo, napoletano, esperto di diritto della navigazione che ha affiancato il legale grossetano dopo la prima settimana di indagini.
Non ci sarà invece Schettino, che pure avrebbe diritto a partecipare all’udienza che riguarda la sua libertà. Il trasferimento del comandante comporterebbe problemi logistici di non facile soluzione. La difesa ricorre contro la medesima ordinanza del gip ma per motivi diametralmente opposti a quelli della Procura: a giudizio di Leporatti non sussistono alcuni dei tre presupposti che possono giustificare una misura restrittiva. Non solo non c’è stato pericolo di fuga (il comandante è stato trovato su uno scoglio antistante il relitto ed è sempre stato a disposizione delle autorità) e nemmeno l’inquinamento delle prove (il gip definisce un equivoco la circostanza portata dalla Procura) ma a questo punto - poiché Schettino è stato sospeso da Costa Crociere - neanche quello di possibile reiterazione del reato.
Lunedì mattina i giudici fiorentini esamineranno in un’unica trattazione i due ricorsi. È verosimile che si riservino la decisione, che potrebbe quindi giungere in serata o anche nei giorni successivi.
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