Finanza
Nei prossimi due anni numeri da rivedere
GROSSETO I sindacati la bocca l’hanno storta, ma alla fine hanno dovuto bere il calice amaro e decidere di andare lunedì mattina a mettere la firma sul verbale d’accordo per il rinnovo della cassa...
GROSSETO
I sindacati la bocca l’hanno storta, ma alla fine hanno dovuto bere il calice amaro e decidere di andare lunedì mattina a mettere la firma sul verbale d’accordo per il rinnovo della cassa integrazione straordinaria, l’unica ancora di salvezza per mantenere in vita la Mabro in attesa che il mercato ricomincia a girare e ci sia più spazio per la produzione. «Il nostro obiettivo sarà quello di far quadrare i conti il più possibile - dice Furio Santini, Filctem Cgil - evitare il più possibile taglia al personale, abbassare i numeri dati fino ad ora e soprattutto lavorare per ricollocare il personale che eventualmente uscirà dalla Mabro». Un lavoro difficile, quello che stanno facendo i sindacati in questo momento. «Ma i lavoratori devono capire che è meglio se in azienda ci siamo anche noi e se certi passaggi vengono condivisi - aggiunge Fabio Della Spora, Filcam Cisl - Nel verbale per la richiesta di cassa integrazione abbiamo voluto mettere una forbice, non un numero predefinito. Ora come ora non possiamo sapere e valutare come sarà il mercato. I conti, quelli veri, li faremo a partire dal primo semestre del 2013. I fattori da considerare sono tanti e la cigs è l’unica possibilità che abbiamo ora per andare avanti». La questione è semplice. Il Ministero, per pagare la cassa integrazione straordinaria vuole un piano industriale e un piano di riorganizzazione dell’azienda che ad oggi mancava. E che prevede anche una ristrutturazione del personale. «Ma i numeri che sono usciti, quei cento esuberi dei quali parla Barontini - dice Roberto Franceschetti della Uil - non sono vincolanti. Un numero ci deve essere, certo. Ma quello che ci auguriamo è che la società arrivi a riassumere, dopo la cassa integrazione». Barontini, le promesse, le ha mantenute. «Aveva previsto un bilancio e quello c’è - aggiunge - non possiamo fare altro che vedere se anche in futuro continuerà su questa strada».(f.g.)
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