Finanza
La Direzione del lavoro è sotto sfratto
La proprietà chiede da oltre un anno il rilascio per finita locazione: tutto rinviato al 20 aprile ma ci sarà la forza pubblica
di Pierluigi Sposato
GROSSETO
La Direzione provinciale lavoro è sotto sfratto. Lo è da tempo e la proprietà - la Marco Aurelio srl che fa capo alla famiglia Brozzi - si è rivolta al Tribunale per tornare in possesso dell'immobile di via Damiano Chiesa, mille metri quadrati articolati su tre piani e comprendenti anche un fondo destinato ad archivio.
Ieri mattina di buon'ora è arrivato l'ufficiale giudiziario per notificare - di nuovo - l'atto di precetto per il rilascio per finita locazione (ma la proprietà lamenta anche per il ritardo di pagamento di alcune rate del canone da parte del Ministero del lavoro, con il quale è stato stipulato il contratto), presente il legale della srl, l'avvocato Marco Festelli. Ma lo sfratto non è stato eseguito: la Direzione (rappresentata da una funzionaria facente funzioni e dalla responsabile dell'ufficio legale avvocato Musumeci - non era presente la responsabile dell'ufficio) ha chiesto e ottenuto un rinvio. Se ne riparlerà il 20 aprile, quando interverrà anche la forza pubblica se le parti non troveranno un accordo.
Oltre due mesi di tempo (in genere i rinvii vengono dati con scadenza un mese) per trovare una soluzione definitiva, per la quale sono già in corso abboccamenti: la Direzione lavoro potrebbe trasferirsi al Casalone (zona delle strade intestate ai personaggi del cinema), in un fondo situato però in un quartiere fuori mano, oppure all'ex Dispensario della centralissima via Manetti, che non è più della Asl 9 ma della Immobiliare Isabella, acquistato oltre cinque anni fa dopo che gli uffici e gli ambulatori erano stati trasferiti altrove. Il vincolo è ancora quello di "uso pubblico", nonostante che le previsioni urbanistiche annunciate fossero diverse. Locali che sarebbero praticamente già pronti, anche se avrebbero bisogno di una consistente "rinfrescatina". Tra l'altro, lì vi sono seminterrati che sarebbero particolarmente adatti all'archivio. L'obiettivo della Direzione lavoro è naturalmente preservare la continuità dell'attività dell'ufficio. Ma dopo i primi abboccamenti la trattativa vera e propria per l’ex Dispensario non è mai decollata.
Nel palazzo sotto sfratto, anni fa, abitava la famiglia di Manlio Brozzi, il patron della Mabro. In precedenza, gli uffici della Direzione lavoro erano in via Mameli. Nel 1998 la Marco Aurelio stipulò il contratto di affitto con il ministero del lavoro per i locali di via Chiesa: sei anni più altri sei anni con scadenza 30 settembre 2010. Poco dopo era già sorto un contenzioso visto che il Tribunale di Grosseto convalidò l'ordinanza di sfratto dando tempo fino al 31 dicembre 2010 per il rilascio dei locali. Rilascio che non è ancora avvenuto, visto che adesso è paventato anche l'intervento della forza pubblica.
Nella primavera dell'anno scorso avvenne un primo accesso ai locali: ma tutto venne rimandato perché la Direzione lavoro chiese l'apertura di una trattativa. La Marco Aurelio si dichiarò disponibile ma non avendo ricevuto segnali concreti di riscontro ha poi deciso di dar seguito allo sfratto, anche per una lamentata morosità parziale nei tempi e nelle cifre, ritenendo che lo Stato debba compiutamente onorare tutti i suoi impegni verso i privati, come del resto deve avvenire in direzione opposta.
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