Il Tirreno

Grosseto

«Edilizia in crisi? Non per il regolamento»

«Edilizia in crisi? Non per il regolamento»

Bonifazi replica a Turbanti: i ritardi dovuti alle osservazioni e alle nuove norme regionali

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Il sindaco Emilio Bonifazi risponde all’ex assessore all’urbanistica Enzo Turbanti. E anche lui tira in ballo le ultime norme regionali. «Leggo sempre con molta attenzione i consigli e le reprimende sull'urbanistica che vengono da un esperto impegnato un po' dappertutto come l'ex assessore Turbanti ma se io racconto le favolette, lui allora è protagonista di quella di Collodi. Dovrebbe innanzitutto sapere che il Regolamento urbanistico non è auna cosa semplice da fare e che, anno più anno meno rispetto al Piano strutturale, l'analisi delle osservazioni da parte dei nostri uffici, la cui competenza Turbanti dovrebbe conoscere bene, richiedono del tempo vista proprio la natura più particolare in cui interviene un regolamento urbanistico. Inoltre la recente normativa regionale sulle aree a rischio idraulico, che sempre il professionista Turbanti dovrebbe ben conoscere, rischia davvero di mettere in discussione molte parti del provvedimento nonché l'intera economia del settore costruzioni. Turbanti sa anche bene, o dovrebbe, che il “suo” Piano strutturale era considerato da molti un po' troppo attento alle specifiche previsioni urbanistiche, che aveva un’impronta poco chiara sulle perequazioni, che tante associazioni chiedevano una rivisitazione della percentuale di “edilizia sociale”, che c'è stato bisogno di dimezzare le imponenti metrature riservate all'apertura di ipermercati e soprattutto che, nel frattempo, è intervenuta una nuova legge urbanistica regionale a cui è stato obbligatorio adeguarsi con apposita variante. Tutte cose che hanno richiesto tempo prezioso come chi fa l'assessore all'urbanistica in vari posti dovrebbe sapere. Che poi la crisi dell'edilizia sia da assegnare alla mancata approvazione definitiva del Ruc rientra nella categoria delle cose ridicole. A Grosseto ci sono occasioni per investire in questo settore. Ricordo solamente come l'Amministrazione abbia autorizzato ben 11 deroghe per l'ampliamento di altrettante strutture ricettive, per circa 360 nuovi posti letto, ma senza ricevere progetti. Ci sono piani di lottizzazione per 133 lotti artigianali ad iniziativa privata che sono in corso di realizzazione o non ancora partiti per quasi 400mila mq. Dunque è evidente che sono proprio la crisi economica, la difficoltà di accesso al credito e l'incertezza sul futuro, a limitare gli investimenti. Quindi il Ruc va approvato perché disegna il futuro della città e l'Amministrazione è impegnata a farlo quanto prima, ma l'attesa non è certo la causa delle difficoltà dell'edilizia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze