La manifestazione
Cinque telecamere anti-rifiuti
Installate per cogliere sul fatto chi lascia gli ingombranti, multe fino a 3000 euro
GROSSETO. L'occhio del "Grande Fratello" continuerà a sorvegliare Grosseto, grazie ad un intervento di amministrazione comunale e dal nuovo Nucleo di vigilanza ambientale composto da tecnici comunali e Polizia municipale. Dai primi di marzo, infatti, cinque nuove telecamere - quattro fisse ed una mobile, tecnologicamente avanzate - sorveglieranno vari punti della città e permetteranno di prevenire e di reprimere la "piaga" dell'abbandono dei rifiuti (soprattutto quelli ingombranti) e costituirà un deterrente verso l'inciviltà di una parte della cittadinanza grossetana. «La mancanza di senso civico è sempre più pronunciata – spiega il sindaco Emilio Bonifazi – ed è grave se si pensa che in città esistono centri per la raccolta dei rifiuti speciali e pericolosi. Saremo molto severi nell'azione di prevenzione ma in particolare di repressione».
I nuovi impianti, costruiti dalla ditta grossetana Faenzi, saranno alimentati sia da pannelli fotovoltaici che dalla corrente elettrica, se applicate ai pali dell'illuminazione pubblica, attraverso batterie ricaricabili all'accensione dei lampioni.
Le "fisse" saranno collocate in luoghi non resi noti, mentre l'autoveicolo "mobile" monitorerà ogni angolo della città: gli “occhi elettronici” sono dotati di due obiettivi per le riprese archiviabili in formato mp4 per la durata di una settimana (ma il "data base" può arrivare fino al mese) ed in grado di esaminare circa 15 fotogrammi al secondo.
I tecnici della Polizia municipale, in seguito, potranno scaricare ed analizzare - anche tramite procedura "wireless" - gli eventuali reati rilevati nei filmati. Dall'analisi delle immagini, infine, verrà individuato il soggetto colpevole dell'abbandono dei rifiuti e per lui scatterà la sanzione amministrativa che, per legge, può arrivare fino a 3 mila euro.
Ma la legge (152/2006) prevede anche la denuncia penale - con arresto da tre mesi ad un anno e la sanzione pecuniaria da 2.600 euro a 26 mila euro - se si tratta di rifiuti pericolosi derivanti depositati abusivamente da un'azienda.
«La spesa dei lavori ammonta a quasi 25 mila euro ma ci avremmo rinunciato volentieri se tutta la popolazione avesse sempre seguito le buone norme della raccolta dei rifiuti».
Stefano Fabbroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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