Il dolore
Cassa integrazione: ancora nulla di fatto
Inceneritore, slitta la firma per la richiesta degli ammortizzatori sociali. Impossibile accedere all’ordinaria, mancano i soldi
di Alfredo Faetti
SCARLINO
Due appuntamenti in agenda che non hanno ancora chiarito quale futuro attende i dipendenti di Scarlino Energia. Le certezze consistono nel fatto che l’inceneritore non è attivo, dopo l’annullamento delle autorizzazioni all’impianto da parte del Tar, che la società non ha sufficiente liquidità per anticipare la cassa integrazione e che la firma dei lavoratori per accedere agli ammortizzatori sociali ancora non è arrivata. Si sono riuniti due volte ieri. La prima alle 9, quando era in programma il via alla procedura di cassa integrazione. Una convocazione caduta nel vuoto, dato che ancora non è stato stabilito a quale tipologia accedere, se ordinaria o straordinaria. Una firma mancata per i motivi espressi nel secondo appuntamento della giornata, nel primo pomeriggio, durante un’assemblea con tutti i sessanta lavoratori. Qui è stato discusso il nocciolo della questione: Scarlino Energia non ha liquidità e c’è il rischio che i suoi dipendenti possano restare per mesi senza stipendio.
Le rsu ai vertici aziendali, durante l’incontro mattutino, hanno chiesto di poter anticipare i soldi necessari per andare avanti, in attesa dei rimborsi erogati dall’Inps una volta attivata la cassa integrazione. Richiesta respinta per una semplice motivazione: quei soldi non ci sono. Quindi, in pratica, nonostante dovesse essere una giornata cruciale per l’inceneritore e chi ci lavora, ieri non si è concluso niente. Niente firma, niente rassicurazioni sugli stipendi, nessuna novità. La situazione resta dunque critica nell’impianto del Casone di Scarlino, con l’appuntamento per tracciare il futuro rimandato alla prossima settimana, quando sono in programma nuovi incontri. Soltanto in due hanno attivato la propria cassa integrazione, nel loro caso in deroga: sono due apprendisti e il loro status ha facilitato le procedure. «Sia l’azienda che i sindacati si stanno muovendo per riuscire a sbloccare questa situazione – spiegano dalle rsu – soprattutto a livello politico e istituzionale. La prossima settimana ci incontreremo di nuovo, per capire se possiamo trovare delle soluzioni».
Intanto però nell’inceneritore di Scarlino si cerca di andare avanti con quello che è possibile fare. «Una nota positiva ci arriva dall’azienda, che non ha intenzione di smettere con la propria attività» continuano le rappresentanze sindacali. E in questo senso Scarlino Energia è già alle prese con tutti gli interventi necessari per il rilascio di nuove autorizzazioni: la Via e l’Aia. Piccoli passi in attesa che il Consiglio di Stato, a maggio, si pronunci nel merito del ricorso presentato dalla società contro la sentenza del Tar. Piccoli passi anche in termini di occupazione. «Dobbiamo mantenere al minimo le attività lavorative» spiegano le rsu. La rotazione dei turni, infatti, è la rappresentazione di queste parole: due persone addette alla depurazione della acque, altrettante, suddivise in tre ore alla settimana, attive nel laboratorio, legato allo scarico dei liquidi, mentre l’attività amministrativa e negli uffici è ai livelli dello stretto necessario.
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