Finanza
A Castiglione bloccate le case popolari
Sindaco e consigliere scrivono a Firenze: «Si perde l’occasione per fare le opere di regimazione»
CASTIGLIONE
Sui vincoli imposti dalla legge sul rischio idrico il Comune di Castiglione si è mosso da tempo, inviando una lettera al presidente del consiglio delle autonomie locali. La lettera, firmata dal sindaco Farnetani e dal delegato all’urbanistica Tavarelli, fa presente che le norme impedirebbero qualunque intervento a Castiglione, compreo quanto previsto dal recente Regolamento urbanistico.
«Il territorio di Castiglione - scrivono - è interessato per quasi un quinto dal rischio di pericolosità idraulica. In particolare sono gravate dal vincolo le aree nelle quali si è consolidato il centro urbano negli ultimi 40 anni e quelle, contigue, dove è prevista l’espansione con gli strumenti urbanistici approvati nel 2010. D’altro canto il centro di Castiglione si colloca ai margini di una pianura che, prima della bonifica, era un lago salato alimentato dai corsi d’acqua che vi affluiscono dai rilievi circostanti, circondata da un sistema collinare che si è voluto, d’intesa con la Regione, proteggere dallo sviluppo edilizio. Morfologia che non può sottrarsi dal rischio se non con significativi interventi di regimazione delle acque».
L’Amministrazione ha in programma interventi di edilizia pubblica e di sostegno al turismo. «Le uniche aree che per morfologia. compatibilità con le funzioni circostanti, salvaguardia del territorio aperto e protezione del paesaggio, individuate per gli interventi indispensabili per sostenere lo sviluppo economico del territorio, sono quelle, individuate dagli strumenti urbanistici, tutte contrassegnate da elevata pericolosità idraulica. E la realizzazione degli interventi era l’opportunità per realizzare razionali e organiche opere di eliminazione del rischio idraulico. Questo avrebbe consentito di mettere in sicurezza anche le aree contigue, dove vivono e lavorano migliaia di persone».
Visto che adesso c’è il divieto assoluto, il Comune di Castiglione chiede: «una integrazione delle previsioni legislative vigenti, così da consentire gli interventi di sviluppo programmati, subordinando ogni nuova costruzione alla preventiva regimazione e, quindi, alla revisione del rischio di pericolosità». In caso contrario le opere saranno irrealizzabili e sarà precluso ogni diverso intervento che consenta il mantenimento della già fragile economia locale.
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