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l’imprenditore

«Tagli dolorosi ma inevitabili»

«Tagli dolorosi ma inevitabili»

Verifica semestrale con le rsu e impegno a diminuire i numeri

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GROSSETO

«Purtroppo nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi. Una scelta di questo tipo era necessaria soprattutto per dimostrare che la Mabro è una società che va avanti da sola e non un carrozzone che deve essere mantenuto dallo stato». Andrea Barontini, ieri, era a Istanbul per lavoro. Parlare di quegli esuberi, di quei numeri che si rincorrono dalla scorsa settimana, dopo il tavolo tecnico in regione, non è stato certo piacevole per l’imprenditore.

«Che la situazione è questa lo sanno anche i dipendenti - spiega - come sanno che era necessario questo passaggio per accedere alla cassa integrazione straordinaria». Non ragiona di numeri, per ora. «Il problema non è tanto quello di dire ora quali saranno i numeri e quanti i tagli - aggiunge - Realisticamente, dal confronto in Regione è venuto fuori un numero pari a 130 addetti. Io mi auguro di poterne tenere anche di più».

Il ragionamento di Barontini non va soltanto nella direzione del risparmio dei costi. «Quelli c’entrano fino a un certo punto - dice - anche perché non posso ridurre più di tanto la catena produttiva. Se impiego pochi dipendenti, il rischio è quello di far schizzare il prezzo di ogni singolo capo perché la produzione è destinata a diminuire. E questo poi avrebbe un effetto negativo sul mercato». Un ragionamento, quello dell’imprenditore pratese, che non fa una grinza. Gli esuberi stimati, a fare due calcoli, sfiorano il 45% dei lavoratori. «Ma questi sono conti che non vanno fatti perché un numero non c’è - aggiunge - noi nella relazione al ministero dobbiamo mettere una cifra, ipotizzare uno scenario per accedere alla cigs. I numeri, poi, potranno essere rivisti».

Barontini ha già illustrato il piano alle rsu. «Questo piano non è assolutamente vincolante - ribadisce l’imprenditore - e ogni sei mesi organizzeremo una verifica in azienda con i rappresentanti dei lavoratori per condividere le scelte sui numeri. Questi tagli mi costano. Ma alternative non ce ne sono. E sono anche orgoglioso di come ho gestito fino ad oggi l’azienda, con oculatezza per rilanciare un prodotto che vale tantissimo in termini di qualità».

(f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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