Sicurezza
Si torna a pescare, timori per il mercato
Metà delle barche ha preso il mare, ma pesa l’incognita di un possibile calo delle quotazioni del prodotto argentarino
di Renzo Wongher
PORTO S. STEFANO
La protesta della pesca a strascico contro la crisi che attanaglia questa attività, si frantuma in vari episodi ed è difficile seguirli tutti. Le varie marinerie italiane non sono collegate tra di loro e anche le associazioni di categoria sono piuttosto slegate.
Come si sa, Porto S. Stefano ha visto la metà delle imbarcazioni prendere il mare e l’altra metà rimanere a terra. Ma questi ultimi preferiscono non approfondire troppo le ragioni della loro scelta: quando si chiede loro se sono rimasti a banchina perché intenzionati a proseguire lo sciopero iniziato una settimana fa, o per il tempo non proprio invitante a prendere il largo, la risposta è stata ambivalente: «Per entrambe le cose».
Comunque quando tutti i motopesca saranno rientrati in porto, il mercato all’ingrosso del pesce di Porto S. Stefano, gestito dalla cooperativa S. Andrea, aprirà l’asta del pescato. Sarà interessante constatare quanto questi giorni di inattività, abbiano o meno disaffezionato i compratori di Milano, Genova, ecc. dalla piazza di Porto S. Stefano.
Molti, in questi ultimi giorni si saranno riforniti di prodotto d’importazione e non sapendo quando i pescatori sarebbero ritornati a mare, potrebbe darsi che l’abbiano fatto per più giorni. Certo la quantità di pescato sarà, in queste ore, piuttosto limitata, pertanto se la legge della domanda e dell’offerta è ancora valida il prezzo spuntato dalle varie specie ittiche dovrebbe essere in rialzo rispetto alle precedenti aste. «La settimana, è comunque compromessa», dicevano amaramente alcuni armatori. Infatti domani e domenica tutti dovranno rimanere a banchina per il fermo tecnico.
I pescatori dell’Argentario hanno comunque rinunciato a recarsi a Verona per incontrare il ministro, come invece hanno fatto altre marinerie. Ora si attende il 17 febbraio, quando il governo incontrerà le varie federazioni della pesca. Le medesime insisteranno sullo slogan “L’Atlantico non è il Mediterraneo” per significare che le norme europee non possono riguardare indifferentemente i mari interni, l’oceano e mari settentrionali.
Buone notizie per i pescatori vengono invece da Firenze, dove Argentario, Livorno e Viareggio qualche giorno fa hanno incontrato l’assessore Salvadori . Sembra che la Regione abbia preso in seria considerazione le richieste dei pescatori toscani.
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