Il Tirreno

Grosseto

il sindaco

«Saltano tutte le previsioni, Braccagni compresa»

GROSSETO «Siamo sulla stessa barca» dice il sindaco Bonifazi ai rappresentanti di geometri, architetti, ingegneri, geologi, agronomi e periti agrari. Il Comune si schiera con i professionisti e con...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

«Siamo sulla stessa barca» dice il sindaco Bonifazi ai rappresentanti di geometri, architetti, ingegneri, geologi, agronomi e periti agrari.

Il Comune si schiera con i professionisti e con i cittadini, perché il blocco imposto dall'articolo 142 della legge 66/2011 colpisce il Comune anche nella programmazione urbanistica: il regolamento urbanistico, di cui si stanno esaminando le osservazioni, rischia di restare al palo perché le sue previsioni, già a suo tempo concordate con la Provincia e la Regione, stante la nuova legge, non sarebbero più in linea con la normativa regionale. E in mancanza di una revisione che attenui la portata della nuova legge, si può parlare anche di pietra tombale per le previsioni strategiche del regolamento urbanistico, come il polo agroalimentare e il polo logistico di Braccagni.

Una norma così restrittiva nessuno se la sarebbe aspettata. I funzionari del Comune hanno faticato a convincersi che potesse essere stata partorita, hanno dovuto studiarsi e ristudiarsi la norma, chiedere chiarimenti per poter dire a chi andava presentare o ritirare pratiche, che non si poteva davvero fare nulla.

«Gli uffici – dice Bonifazi – si sono trovati in una situazione di incertezza interpretativa, eppure questa norma da noi non si giustifica: abbiamo un reticolo idraulico impressionante, ma è tutto controllato». Al momento questa norma – a quanto pare – fa solo danni all'economia locale. Il sindaco spiega che finisce per bloccare quell'edilizia di trasformazione che non sfrutta nuovo suolo, e anche quegli interventi che, magari, hanno ricevuto un finanziamento della stessa Regione, ma soprattutto blocca ogni prospettiva di sviluppo. « Pone un ostacolo assoluto – dice – al regolamento urbanistico che dobbiamo approvare e la cui adozione, tra l'altro – aggiunge – ha già creato aspettative legittime nei cittadini, abbiamo chiesto loro di pagare anche l'Ici, alla fine il cittadino si sente preso in giro».

Il pensiero va alle linee di sviluppo scelte dal Comune e concordate proprio con la Regione, quelle per il polo agroalimentare di Braccagni, e il polo logistico, senza dimenticare che la stessa Regione ha investito nel polo fieristico. Tutto lì dove, se la legge resterà questa, si potrà mettere solo una pietra sopra. (e.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa