Il Tirreno

Grosseto

in tribunale

Royal Tuscany fumata nera per il concordato

GROSSETO Sul futuro dell'ex proprietà Mabro, Royal Tuscany Fashion Group, regna ancora la più assoluta incertezza. Dopo l'udienza di ieri il collegio del tribunale di Grosseto (Vincenzo Pedone,...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Sul futuro dell'ex proprietà Mabro, Royal Tuscany Fashion Group, regna ancora la più assoluta incertezza. Dopo l'udienza di ieri il collegio del tribunale di Grosseto (Vincenzo Pedone, presidente, Giulia Conte e Paola Caporali) si è riservato la decisione sull'omologazione del concordato ma gli elementi che sono emersi lasciano ben pochi spiragli alla speranza che possa essere evitato il fallimento. Ci vorrà una settimana, forse due, prima che il collegio sciolga la riserva e decida l’omologa, come ha chiesto l’azienda pur essendo consapevole del fatto che senza aver avuto nuove entrate e dovendo pagare il 100% del debito nei confronti del Monte dei Paschi di Siena, non potrebbe mantenere le percentuali stabilite per i creditori chirografari che avevano aderito accettando di vedersi pagare appena il 15 per cento e che ora viene ridotta della metà. Il che, comunque, non sarebbe un ostacolo assoluto per la decisione del giudice. Il commissario liquidatore di Royal Tuscany, Enrico Domenichelli, ha comunque confermato il parere negativo sulla proposta. Nulla si sarebbe concretizzato rispetto a quanto si era ipotizzato all'udienza del 15 dicembre scorso, quando sembrava che da parte dei soci e amministratori di Royal Tuscany ci fosse tutta la disponibilità a metterci direttamente dei soldi, anche per evitare le conseguenze delle azioni di responsabilità che la società ha già avviato nei confronti degli amministratori e dei sindaci revisori ritenuti responsabili dei circa 25 milioni di euro di debiti accumulati in circa due anni.

Il quadro non solo non sarebbe migliorato, ma si sarebbe riempito di ulteriori ombre.

Non è stato apportato alcun miglioramento alla proposta di concordato non si sono manifestate le maggiori disponibilità che dovevano derivare dalle transazioni con gli amministratori di Royal Tuscany.

Ma non c'è solo questo. Il 31 dicembre è anche scaduta l'opzione di acquisto del capannone da parte di Marcolana, il gruppo della famiglia Barontini che, dai primi di febbraio dello scorso anno è proprietaria di Abbigliamento Grosseto e del marchio Mabro. Un impegno da 5 milioni di euro, il valore del capannone, ma a tutto gennaio l'opzione di acquisto non è stata rinnovata. Stando anche a fonti vicine alla famiglia Barontini sarebbe da escludere un disimpegno di Marcolana nei confronti di Abbigliamento Grosseto, anche perché sarebbe in contrasto con l'impegno diretto che la famiglia ha assunto, nell'azienda grossetana. La scelta di non rinnovare l'opzione di acquisto appartiene, probabilmente, a tattiche e strategie aziendali, ma sta di fatto che anche questa incertezza non poteva non incidere sul parere del commissario liquidatore.

Enrico Pizzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa