La manifestazione
«Regolamento, sui tempi troppe favole del sindaco»
GROSSETO Enzo Turbanti, ex assessore all’urbanistica del Comune, non ci sta. E contesta quanto detto dal sindaco in questi giorni, sui tempi di approvazione del piano strutturale e del regolamento...
GROSSETO
Enzo Turbanti, ex assessore all’urbanistica del Comune, non ci sta. E contesta quanto detto dal sindaco in questi giorni, sui tempi di approvazione del piano strutturale e del regolamento urbanistico. «Sono stato assessore all'urbanistica durante tutto il periodo di formazione del piano strutturale - scrive - e sento la necessità di chiarire un paio di punti, perché certe favolette se ripetute senza che nessuno ribatta, possono poi passare per vere. Prima di tutto i tempi del piano strutturale. A fronte dei cinque anni dell'intero mandato che è stato necessario per il regolamento urbanistico e ci sono i due anni intercorsi dall'avvio del procedimento all'adozione. Se poi vogliamo calcolare a partire dalla convenzione con la Sapienza, si arriva a quattro anni. Ancora molto meno di quanto è stato necessario per il Ruc. E mentre il piano riguarda le scelte strategiche generali per un periodo almeno decennale, il Ruc ha il compito di localizzare quelle scelte per massimo di cinque anni. Le statistiche sui comuni della Toscana evidenziano che i tempi per il piano strutturale sono assai superiori a quelli del Ruc. Non potrebbe essere altrimenti visto che il Ruc ha validità quinquennale. Così per Grosseto si assiste all'incredibile situazione di tempi per la formazione del Ruc superiori a quelli della sua validità. Congratulazioni. Il sindaco poi insiste sulla seconda favoletta: il piano strutturale sarebbe troppo dettagliato e questo avrebbe determinato altro ritardo. A parte il fatto che quel dettaglio è stato concordato con Regione e Provincia, il passaggio dal piano strutturale al regolamento urbanistico sarebbe stato più veloce se l'amministrazione Bonifazi non avesse insistito per l'introduzione di una variante. Questo avrebbe permesso, ad esempio, di evitare il doppio centro commerciale del Casalone e Commendone, di acquisire l'area per l'ospedale tramite perequazione, e utilizzare un accordo con il Demanio per l'utilizzo dell' area del Tirassegno. Si è invece voluto seguire una strada diversa che ha determinato la crisi dell’edilizia in uno dei pochi centri urbani toscani con una rilevante crescita demografica».
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