Finanza
La rabbia della “dirimpettaia” che vende parafarmaci
FOLLONICA Sembra quasi una beffa, l’inaugurazione della nuova farmacia. Lo è per la titolare di un’azienda che si trova lì davanti. Basta affacciarsi dalla vetrina della nuova farmacia comunale per...
FOLLONICA
Sembra quasi una beffa, l’inaugurazione della nuova farmacia. Lo è per la titolare di un’azienda che si trova lì davanti. Basta affacciarsi dalla vetrina della nuova farmacia comunale per vedere la parafarmacia San Leopoldo a pochi metri di distanza, giusto il tempo di attraversare la strada.
Se in molti accolgono con piacere il nuovo punto vendita di certo c’è una imprenditrice, e con lei la dipendente cui dà lavoro, che è a dir poco delusa. «Non sembra che a governare la città ci sia un governo di centrosinistra – attacca la dottoressa Tiziana Trifance, titolare della parafarmacia – non è possibile aprire una farmacia, per lo più comunale, proprio davanti ad una parafarmacia che già esiste da anni. Tutti sono d’accordo che il quartiere di Cassarello è grande e con molti abitanti e che una farmacia in questa zona della città era necessaria, ma perché proprio qui davanti? Ci sono molte aree fra Cassarello e via della Pace in cui poteva nascere questa nuova struttura e che avrebbero comunque garantito lo stesso servizio ai cittadini, e fondi liberi ce ne sono tanti nella zona a disposizione. Fra l’altro avevamo presentato direttamente al sindaco, come parafarmacia, un progetto: eravamo disposti a gestire la nuova farmacia, accollandoci le spese di allestimento della struttura e pagando un canone mensile all’amministrazione comunale. Ci hanno risposto che era un bel progetto, una bella proposta ma che non ci risulta sia mai arrivata alla discussione della maggioranza e del partito. E dopo poco abbiamo saputo che la nuova farmacia sarebbe stata aperta proprio qui davanti».
Un brutto colpo per chi ha investito in maniera forte nella propria attività, creando una struttura importante.
«Speravamo ci fosse più trasparenza nelle scelte, dire che sono delusa è poco. Vedremo adesso quali saranno per la collettività i vantaggi di un servizio gestito dal pubblico e non dal privato, c’erano sicuramente molti modi per fare il bene collettivo ma con queste modalità io proprio non lo vedo. E’ facile riempirsi la bocca con i posti di lavoro e le nuove assunzioni – conclude la dottoressa Trifance - ma di posti di lavoro ce ne sono due in ballo nella mia struttura e a questi nessuno ci ha pensato».
(m.m.)
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